Michail Bakunin
Scritto contro Marx

Opuscoli provvisori – 69
2015, pagine 118
euro 4,00

Una volta aveva detto che bisognava separare le grandi capacità analitiche di Marx, la sua preparazione filosofica ed economica, la quale poteva essere utilizzata anche dagli anarchici (invero in questo campo endemicamente carenti) e per il resto lo si poteva mettere tra parentesi. Adesso affronta le trame intestine, le calunnie, le chiacchiere di corridoio, i soppesamenti dietro le quinte, le correnti di potere, le meschinerie personali, e tutto quel bagaglio che in una parola si potrebbe definire come “politica”. Semplicemente politica, l’arte di far fare agli altri quello che questi non vogliono fare. E così scopriamo che Marx, prima ancora di essere filosofo ed economista (la grandezza in questi campi è faccenda opinabile), è un politico, un piccolo uomo, un Talleyrand in sedicesimo, rinchiuso nella cucina di casa sua a rimestare le sue carte sul suo sudicio tavolo, sognando di governare il mondo.
Che il coraggio di Bakunin, finalmente da lui preso a due mani, ci serva da utile strumento per saperci comportare di fronte a tanti fracassoni odierni che del loro antico predecessore non hanno in mano che la bieca ottusità politica.

Alfredo M. Bonanno
Autogestione e distruzione

Opuscoli provvisori – 68
2015, pagine 86
euro 4,00

L’autogestione, intesa nel senso non solo di autogestione della produzione ma anche delle lotte, non è possibile se non a condizione che permanga insignificante, un piccolo e trascurabile esempio, un modello di difficile attuazione su scala appena più ampia, insomma qualcosa che resta lì, in attesa di un accadimento futuro che nel suo verificarsi potrebbe dare significato e pericolosità antistatale all’esperienza limitata e insignificante.
E questo accadimento non è solo una crescita quantitativa delle esperienze autogestionarie, un allargarsi non solo della parte di autodeterminazione e anche delle lotte e dei conflitti sociali che quelle pratiche fanno proprie, ma qualcosa d’altro, qualcosa di qualitativamente diverso.
Ecco, questo qualcosa che dà corpo e significato differente alla parola “autogestione”, è la pura e semplice distruzione della società in cui viviamo.

Sergio Ghirardi
Viaggio nell’arcipelago occidentale

Opuscoli provvisori – 67
2015, 2a ediz., pagine 136
euro 4,00

L’arcipelago su cui si svolge una perigliosa navigazione, quella dell’autore,ma anche del lettore non superficiale, è lo stesso dove anche oggi, dopo trentacinque anni, annaspiamo con difficoltà. Non siamo neppure in grado di misurare, adesso, con approssimazione sufficiente, quali condizioni di deriva ci circondano, come emergere afferrandoci all’egoismo e non lasciandoci imbrogliare da venditori di cravatte in difficoltà issati a governatori dei nostri destini, come guardare senza paura la nostra stessa soggettività che pure urge e non accenna minimamente a darsi una calmata, come scavare nei rapporti di affinità per costruire gli attacchi contro il nemico che sappiamo inderogabili. Oppure no?
Se qualche traccia di un possibile percorso resta nei nostri cuori, spesso nemmeno visibile da occhi resi troppo miopi da infagottamenti d’accatto, possiamo riprendere il filo di un discorso che non ci apparirà, allora, e solo allora, né remoto né sibillino.

Anarchismo e progetto insurrezionale Atti del convegno

Opuscoli provvisori – 66
2015, 2a ediz., pagine 172
euro 4,00

I nuovi lettori, e ve ne sono di talmente “nuovi” da imbarazzare ogni presunzione di prefattore, sono pregati di notare che la parola “insurrezionalista” si trova, in queste pagine, citata tre volte. Due volte per riferirsi a una presunta scelta teorica malatestiana di alcuni anarchici che al di là della soglia della propria biblioteca non hanno che vani ricordi di antiche scaramucce più o meno goliardiche, e una sola volta per parlare propriamente delle tesi relative al progetto insurrezionale. Non è una questione terminologica, ma al contrario si tratta di un problema importante.
Pensiamo che la lettura di questo libretto possa ancora essere utile. Si tratta dei primi passi teorici (e pratici, ma questo è un altro problema). Il discorso che oggi facciamo non è molto diverso.
Gutta cavat lapidem. O, almeno, così ci sembra.

Richard Wagner
L’arte e la rivoluzione

Opuscoli provvisori – 65
2015, pagine 96
euro 4,00

In Wagner non sono mai riuscito a leggere – nella sua musica intendo – quello che vi leggeva Nietzsche, almeno non solo quello. Se c’è qualcosa d’altro del semplice bilanciamento matematico delle corrispondenze e delle dissonanze, nella musica, e questo resta tutto da vedere, l’anelito alla distruzione che dal giovane Bakunin passava al giovane Wagner lo colgo qua e là. E mi chiedo, e non so darmi risposta, se questo anelito passasse al di sopra delle teste dei bevitori di birra, come la corrusca nuvolaglia di una sera d’autunno. Quasi sicuramente di sì.
E poi, l’ignoranza dilagante. Ascoltare Wagner è francamente impresa ardua, meglio limitarsi a tre accordi dell’orecchiabilità popolare, questa non ha necessità di essere ascoltata, è essa che ascolta il nostro immalinconito pulsare delle arterie disfatte dal benessere e dalla cattiva alimentazione.

Alfredo M. Bonanno
Oltrepassamento e superamento

Opuscoli provvisori – 64
2015, pagine 64
euro 4,00

Il problema della qualità non è una questione filosofica, appartiene alla vita e da questa, e dalla ridda selvaggia di urticanti ambasce che ne vengono fuori, trova poi sistemazione e acquietamento nella riflessione.
L’eccesso è un viaggio all’indietro, agli albori del mondo, quando tutto era possibile, e nell’eccesso tutto è possibile, assolutamente tutto. Vive in esso l’oltrepassamento continuo e va avanti verso lidi per me inaccessibili che solo lui conosce, e ancora oltre, zone dove solo il parossismo consente di accedere, dove le tensioni non si possono spezzare perché continuano a tendersi all’infinito senza rispetto alcuno, dove non ci sono parole che aprono nuove vie, perché le vie sono tutte aperte e le parole tutte mute.
Meno che mai sono qui pronto a soffermarmi sulla linea di demarcazione. Non so dove si trovi né, in fondo, l’ho mai cercata. Sono un cieco e non ricordo nemmeno di avere mai avuto occhi per vedere. Eppure lo stesso sono andato oltre. Oltre tutto questo, perfino oltre queste stesse righe che mi sto cucendo addosso come un sudario.

Michail Bakunin
Lettera a Nečaev

Opuscoli provvisori – 63
2015, pagine 90
euro 4,00

Bakunin non si lascia impaurire dai comportamenti a volte più che discutibili che gli uomini vicini a lui mettono in atto. Sa che lo scontro sociale, con un nemico irriducibile, non è una semplice dichiarazione di princìpi. La vicenda del suo rapporto con Nečaev ha dato vita a ipotesi e speculazioni di ogni genere. Ma la concretezza dei fatti è molto più importante di qualsiasi pruriginosa illazione.
La Russia è lontana, sconosciuta per Bakunin che vi manca da quasi trent’anni. Nečaev è un giovane forte e vitale, ha le sue idee, che sono lontanissime da quelle del vecchio rivoluzionario, il quale si accorge subito delle approssimazioni, delle ignoranze, dei gesuitismi e degli imbrogli del nuovo arrivato.
È impressionante non l’ingenuità di quest’ultimo, che non si tratta di ingenuità, ma la sua capacità di guardare oltre, alle qualità recondite di un rivoluzionario, e di certo Nečaev rivoluzionario lo era, e lo dimostrerà fino in fondo, con il suo comportamento nelle segrete della fortezza di Pietro e Paolo. Solo che lo sforzo, e i rischi corsi da Bakunin, non sono stati sufficienti. Nečaev era al di là di qualsiasi discorso fondato sulla coerenza rivoluzionaria.

Pierleone Porcu
Contro la tecnologia nucleare

Opuscoli provvisori – 62
2015, 2a ediz., pagine 80
euro 4,00

Nessuna collaborazione con le varie gamme dello schieramento (apparentemente) contrario e (in sostanza) favorevole allo Stato. Pacifisti, voltagabbana dell’anarchismo con guanti e conto in banca, vetero-tutto in balia di se stessi e delle nostalgie di conquista del potere, facitori di strade alternative alla produzione, sognatori delle violenze di un’ora e di un ritorno a casa con la coda nel solito posto, teorizzatori di combutte politiche (immaginate) transitorie, venditori al dettaglio di titoli nobiliari da incollare ai labari della nuova resistenza. Insomma il solito circo degli oltranzisti a chiacchiere o a violenze senza un progetto e una seria riflessione rivoluzionaria.
E questo circo sta ancora in piedi, e porta in giro per il mondo le sue colorite rappresentazioni. E del progetto che si sarebbe dovuto vedere al di sotto di tanta indignazione o di tanto sferragliare di botti? Poco più di nulla.

Alfredo M. Bonanno
La ragione genera mostri

Opuscoli provvisori – 61
2015, pagine 120
euro 4,00

Ma siamo proprio certi che Goya non si sia sbagliato? È vero che il sonno della ragione genera mostri? oppure è esattamente il contrario? Ma pensate veramente che la macchina della “soluzione finale”, messa a punto dai nazisti, fu realizzata in un momento di distrazione della ragione? E l’insegnamento di Hegel che cosa aveva prodotto? Se il “reale è razionale”, anche una macchina come quella, perfettamente oleata e resa possibile dall’intervento (ben pagato) dei tecnici americani dell’IBM e dall’utilizzo delle schede perforate, non poteva essere altro che un prodotto della ragione. Ma per rendersene conto, e inorridire fin dentro la più piccola vena che gira attorno al nostro cuore di pusillanimi perbenisti, non occorre pensare a milioni di morti. Basta molto di meno, basta poco. L’orrore è proprio nella porta accanto alla nostra.

“Anarchismo” 1975-1994 Indici completi (a cura di Rosa Raneri)

Biblioteca di Anarchismo – 4
2000, pagine 232
euro 5,50

Tutto il materiale della rivista è qui elencato allo scopo di fornire uno strumento per utilizzare saggi, articoli, documenti e recensioni che altrimenti sarebbero stati raggiungibili con difficoltà. Tutti gli articoli sono stati elencati indicando il titolo e l’autore e corredati da un breve riassunto. Per ogni singolo “pezzo” sono state fornite le indicazioni relative alla collocazione nella rivista: annata, data, numero del fascicolo, pagine. Completano il volume gli indici analitico, delle indicazioni geografiche, degli autori, dei giornali, delle organizzazioni e delle aziende citate.