Titolo: The Angry Brigade. Documenti e cronologia 1967-1984
Data: 2013
Note: Prima edizione: in “Anarchismo” n. 4-5, 1975, pp. 234-243
Prima edizione in opuscolo: Edizioni Anarchismo, 1983
Aggiunta dei comunicati mancanti nella precedente edizione: in “Anarchismo” n. 57, 1987, pp. 33-40
Edizioni Anarchiche “Fiori Selvaggi”: 1994
Edizioni “Il Culmine/GAS – Infinita”: 1995
Edizioni “L’arrembaggio”: 2002
Quinta edizione: Edizioni Anarchismo, aprile 2007
Sesta edizione: novembre 2013
La traduzione di Jean Weir e Guido Mantelli, seguita nella presente edizione, è stata rivista e corretta.
Prima edizione inglese: The Angry Brigade 1967-1984, Bratach Dubh Anarchist Pamphlets, 1978
Seconda edizione inglese: Elephant Editions, 1985 (ristampa 1993)
Opuscoli provvisori n. 5
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Nota introduttiva

«Fratelli e sorelle, quali sono i vostri veri desideri? Sedersi in un “Drugstore”, con lo sguardo perduto nel nulla, annoiato, bevendo un caffè senza sapore? Oppure, forse farlo saltare o bruciarlo?». Questa è una delle più interessanti “rivendicazioni” del gruppo armato libertario che col nome di Angry Brigade per circa un decennio agì nella Gran Bretagna degli anni Settanta e Ottanta attaccando obiettivi del padronato industriale, della comunicazione.

Niente delle bardature che per anni ci sono state somministrate dalle Organizzazioni armate leniniste-staliniste è presente nelle rivendicazioni dell’Angry Brigade, e questo fatto costituisce una qualità anarchica che altre organizzazioni, anch’esse libertarie, non hanno saputo mettere a profitto.

La lettura di questi testi, che raccomandiamo a tutti i compagni, non mancherà di riservare gradite sorprese. Da tempo non più reperibili nella traduzione italiana, li proponiamo ora in questa nuova edizione che presenta solo alcuni piccoli cambiamenti rispetto alla precedente, con qualche nota in più, per facilitarne la comprensione. Infatti, si tratta di testi che si riferiscono ad una situazione ormai lontana, nello spazio e nel tempo, per quanto ben delineata e contestualizzata dall’introduzione di Jean Weir, ma in cui molti particolari potrebbero risultare oscuri.

Per il resto, la bellezza dei comunicati dei compagni dell’Angry Brigade sta nella loro immediatezza e semplicità, convinti come erano che le azioni migliori sono quelle che non hanno bisogno di spiegazioni.

E allora questo libretto potrà essere utile a chi crede che la lotta si radicalizza attaccando sì le manifestazioni concrete del nemico di classe, ma senza pensare di colpire un presunto “cuore”, come se il processo rivoluzionario fosse una mera questione militare. A chi vuole, con l’azione, dare un’indicazione di metodo e non praticare un gesto esemplare per cui fare il tifo delegando la lotta all’organizzazione armata invece che al sindacato. Ma anche a chi, pur ritenendo di non rappresentare nessuno o tanto meno di esserne la guida, non si pone questi problemi e pensa che qualsiasi azione possa bastare a se stessa.

Nota di traduzione

L’espressione “potere alla gente” è la traduzione di “power to the people”, sicuramente più ricca di significati e sfumature. Non avendo trovato un corrispondente italiano abbiamo mantenuto la traduzione letterale della frase. Non sarà certo questa frase a togliere significato alla pratica della brigata della collera.

L’Angry Brigade: un tentativo anarchico di organizzazione armata

Gli otto militanti libertari processati nella “Old Bailey” [Tribunale penale di Londra] nel 1972, accusati dallo Stato britannico di essere “i cospiratori dell’Angry Brigade”, dovettero affrontare non solo il nemico di classe, con tutti i suoi strumenti di repressione, ma anche l’ottusità e l’incomprensione – se non addirittura la condanna – della sinistra organizzata.

Descritti come pazzi, terroristi, avventuristi o, nel migliore dei casi, come autori di “gesti di preoccupante disperazione”, gli appartenenti alla Angry Brigade vennero condannati senza che fosse fatto il minimo tentativo di analizzare le loro azioni o di capire che cosa queste significassero nel contesto generale della lotta di classe in corso. I mezzi usati per giustificare tutto ciò erano semplici. Definendo le azioni dell’Angry Brigade come terroristiche, ed equiparando tale termine ad individualista, le organizzazioni di movimento, la cui tendenza è sempre quella di vedere la relazione tra individuo e massa come qualcosa in contrasto, le escludevano dai loro interessi. Stranamente questa attitudine non era limitata solo all’arco della sinistra, ma prevaleva anche all’interno del movimento anarchico, dove ancora oggi c’è una tendenza ad ignorare il ruolo dell’individuo nella massa e quello del gruppo specifico all’interno del movimento di massa. Quando il problema viene sollevato lo è generalmente nella forma della più assoluta condanna. Per esempio, in un articolo dal titolo “Terrorismo”, leggiamo: “Se poche persone si assumono il compito di impegnarsi nella ‘lotta armata’, questo implica per noi, oltre alla normale ostilità della gente, le intimidazioni della polizia, gli arresti e le campagne di difesa, la perdita di tutti i nostri insegnamenti, forze e conquiste politiche”. (“Class War”).

I problemi incontrati dai compagni dell’Angry Brigade erano simili a quelli di altri gruppi che agivano in quell’epoca e che avevano rifiutato i limiti della lotta delineati dallo Stato – i cosiddetti limiti della legalità, oltre i quali la macchina repressiva viene sguinzagliata – prendendo come punto di riferimento il livello della lotta di massa. Questa decisione fu presa sfidando inoltre i limiti imposti dal movimento ufficiale dei lavoratori e dalle organizzazioni extraparlamentari, incluso il movimento anarchico. Il Symbionese Liberation Army negli Stati Uniti, la RAF [Rote Armee Fraktion] in Germania, le prime Brigate Rosse in Italia, erano tutti isolati dalle organizzazioni “rivoluzionarie”, condannati come agitatori, provocatori, terroristi individualisti che minacciavano la crescita del movimento di massa.

Sull’atteggiamento verso lo SLA, Martin Sostre ebbe a scrivere in America: “La denuncia dello SLA da parte della stampa di movimento non si distingue da quella della stampa dominante. Ogni organizzazione di sinistra sembra voglia competere con le altre per la propria legittimità denunciando lo SLA... Vistosamente, è assente dalle denunce qualsiasi discussione sul ruolo della lotta armata. La violenza rivoluzionaria viene vista come qualcosa di repulsivo che dovrebbe essere schivato. La stampa del movimento di sinistra vorrebbe far credere che per rovesciare la criminale classe dominante non dovremmo fare altro che organizzare movimenti di massa, dimostrazioni di protesta e gridare gli slogan rivoluzionari”[1].

Per esempio un giornale trotzkista inglese – il “Red Mole” – si distinse per la sua richiesta di solidarietà verso i compagni accusati nel processo contro l’Angry Brigade, con le seguenti riserve: “È inutile che le organizzazioni della sinistra critichino la politica dell’Angry Brigade senza cercare di capire perché molti potenziali buoni compagni rifiutano le varie organizzazioni leniniste, e ricorrono invece – sino al momento della cattura – al lancio di bombe, in se stessa una scelta facile, che non aiuta però a cambiare la comprensione politica di milioni di persone”. Giudizio abbastanza comprensibile dal punto di vista del programma leninista. E dalla prospettiva anarchica? Leggiamo sulla prima pagina di un numero di “Freedom”: “Anche la campagna di attacchi portata avanti dall’Angry Brigade, che era tecnicamente brillante, non ha raggiunto assolutamente nulla perché, in diretta contraddizione con gli ideali da loro professati, i militanti dell’Angry Brigade cercavano di agire come una élite d’avanguardia lasciando la gente comune come spettatori passivi delle loro azioni. Lontano dal risvegliare le masse, le loro azioni causavano la paura dell’anarchismo e delle idee anarchiche, cosa che ha significativamente contribuito alla nostra attuale impotenza”.

Come possiamo vedere, persiste la vecchia preoccupazione: quella di proteggere il movimento (specialmente quello anarchico) dagli “avventuristi”.

In effetti, il movimento degli sfruttati non è e non è mai stato un blocco monolitico che agisce tutto insieme con lo stesso livello di coscienza. La lotta contro il capitale è stata sin dall’inizio caratterizzata da una dicotomia tra il movimento ufficiale dei lavoratori, da un lato, con le sue varie organizzazioni, partiti, sindacati, ecc., che canalizzano il dissenso verso una forma di mediazione quantitativa, gestibile da loro, e, dall’altro lato, il movimento spesso meno visibile di “incontrollabili” che emergono di tanto in tanto in forme organizzative esplicite, ma che spesso rimangono anonimi, rispondendo a livello individuale con sabotaggi, appropriazioni, attacchi alla proprietà, ecc., nella logica irrecuperabile dell’insurrezione. Non esiste nessuna linea distinta o rigida tra i due movimenti. Spesso agiscono l’uno sull’altro, da una parte la spinta della base che obbliga le organizzazioni ufficiali a prendere una certa direzione, o in senso inverso, sono queste ultime a porre freno alle lotte autonome. Molti di quelli iscritti al sindacato sono nello stesso tempo attivi in lotte extra-sindacali (e dunque lotte extralegali). Ogni parte ha il suo patrimonio: da un lato, un patrimonio di patteggiamenti e svendite, grandi vittorie, ottenute sulla pelle dei lavoratori (che in sostanza sono delle disfatte), dall’altro lato, un patrimonio di azione diretta, rivolte, insurrezioni organizzate o azioni individuali che tutte insieme contengono una parte della futura società che tutti desideriamo, senza le quali non sarebbe altro che un sogno utopistico.

Un breve sguardo allo sviluppo della lotta in Gran Bretagna mostra questa dualità abbastanza chiaramente. Il movimento anticapitalista organizzato così come lo conosciamo oggi comincia a prendere forma all’inizio del ‘900. A differenza degli altri paesi capitalisti europei che si stavano sviluppando, in Gran Bretagna ci fu una minore influenza comunista sia a livello organizzativo che ideologico. Il tradizionale anti-intellettualismo e il senso comune britannico portarono ad una forma più pragmatica d’organizzazione, le trade-union. Queste furono, fin dall’inizio, riformiste sebbene talvolta conobbero momenti insurrezionali sotto le spinte della base. I cambiamenti proposti dai sindacati di solito dovevano avvenire utilizzando metodi non violenti ed entro i limiti costituzionali.

Il movimento numericamente più significativo fu quello cartista. Iniziò intorno al 1838 e si può considerare come il primo movimento moderno di massa. La sua prima petizione riuscì a raccogliere 1.250.000 firme (il che non vuole certo dire che tutti gli aderenti fossero attivi). Anche questo movimento fu caratterizzato da due correnti opposte. Da un lato quelli che predicavano la non violenza e la via costituzionale, indicando il suffragio universale come soluzione, dall’altro lato, coloro che parlavano (e portavano avanti) di ribellione ed azione armata diretta. Il movimento così si divideva in “forza morale” e “forza fisica”.

Durante ed immediatamente prima di questo periodo, esistevano anche forme autonome di rivolta. Il più significativo di questi movimenti insurrezionali fu quello conosciuto come luddista, che agì tra il 1810 e il 1820. In questo periodo una gran quantità di beni di proprietà privata venne distrutta, incluso un vasto numero di telai progettati per produrre merci scadenti. I luddisti, chiamati così da Ned Ludd che per primo distrusse i telai con una mazza da fabbro, si organizzarono localmente e federalmente con grande coordinazione, a dispetto del vasto spiegamento di soldati, specialmente nel West Riding e nello Yorkshire, dove il movimento era più forte, e riuscirono quasi ad avvicinare l’insurrezione generalizzata in più di un’occasione. Come mette in evidenza John Zerzan (Creation and Enemies: The Revolt Against Work) [2], non si trattò di uno sfogo disperato di lavoratori che non avevano altro sbocco, dato che una lunga tradizione di associazionismo era presente tra i lavoratori tessili prima e durante le rivolte luddiste.

All’inizio del 1830 fu il turno dei contadini, divenuti braccianti alla giornata, ad organizzarsi nell’ “esercito” del capitano Swing, una mitica figura usata come simbolo dai braccianti agricoli che bruciavano fienili e granai, minacciando i loro oppressori – fattori, vicari e giudici di pace – della stessa sorte. Al contrario dei luddisti, che erano estremamente organizzati, il movimento Swing mancava di segretezza (questo determinò che 19 di essi furono impiccati – 16 per incendio doloso – 644 imprigionati e 481 deportati in Australia).

Parallelamente alla inevitabile crescita delle forze repressive della polizia e dell’esercito, vediamo lo sviluppo dei sindacati che tentavano di instaurare l’ordine dall’interno della situazione lavorativa stessa. Attraverso la loro divisione per mestieri e tra operai specializzati e non, riuscirono non solo a controllare ma anche a frammentare la lotta, indirizzandola verso divisioni artificiali. Intorno al 1910 c’erano più di 50 sindacati solo nell’industria meccanica. Il movimento rivoluzionario che è andato sviluppandosi è iniziato in parte come distruzione di queste vecchie forme di organizzazione.

Tre furono gli importanti movimenti che si svilupparono: il movimento sindacalista rivoluzionario sotto l’influenza francese, i sindacalisti industriali (IWW) sul modello americano, e il movimento degli shop steward [rappresentanti sindacali dei reparti di fabbrica], che erano particolarmente attivi nella zona del fiume Clydeside in Scozia. Questi lottarono per il controllo dell’industria da parte degli operai in contrapposizione al fallimento dei sindacati ortodossi il cui unico scopo era di raggiungere qualche miglioramento nelle condizioni di lavoro. Ma questi movimenti, sebbene forti a livello locale, e capaci di organizzare importanti scioperi e rivolte, non sono mai andati oltre i confini delle industrie meccaniche, minerarie e dei trasporti.

Gli anni della guerra videro un patto tra sindacati e governo. Entrambi si allearono per diffondere, con la coercizione, un senso di patriottismo tra gli operai per prepararli al grande massacro. Come risultato di questi accordi, gli scioperi diventarono illegali, mostrando quanto la linea di demarcazione tra l’illegalità e la legalità sia uno strumento manovrabile dal potere. Non tutti andarono volentieri al massacro, e le molte diserzioni e gli ammutinamenti, che furono selvaggiamente soffocati, fanno ancora parte della storia non scritta del proletariato. Il partito comunista, formatosi in Gran Bretagna nel 1920, durante la depressione postbellica, era autoritario e centralizzato. Nonostante il partito non abbia mai avuto il sostegno raggiunto nel resto d’Europa, non di meno ha sempre mantenuto il suo ruolo di poliziotto durante le lotte in corso.

Per esempio, entrò nelle lotte dei disoccupati, organizzati in gruppi locali, i quali espropriavano, occupavano case, ecc., e le incanalò verso richieste riformiste, verso lunghe marce contro la fame.

Comunque, con il recupero e lo sviluppo dell’industria pesante, le principali energie degli sfruttati furono concentrate nel posto di lavoro, l’unico luogo nel quale si ritrovavano insieme. Il movimento degli shop steward fu rivivificato negli anni ‘50 e ‘60, nei cosiddetti anni del boom economico. Ma, per quanto più vicini alla base dei lavoratori, essi smembrarono l’area della lotta anche più di quanto avesse già fatto il sindacato ufficiale. La crescente divisione del lavoro causò un aumento della divisione nella lotta, con il risultato che la solidarietà tra i vari settori si fece limitata, persino tra i lavoratori della stessa fabbrica. Mentre i sindacati stavano lavorando con i padroni per lo sviluppo dell’industria, la base stava sviluppando forme di lotta diverse e incontrollabili, come rallentamenti della produzione, scioperi selvaggi, occupazioni, ecc. Per esempio, dei 420 scioperi nei porti, avutisi all’inizio degli anni Sessanta, 410 furono selvaggi. Questi stessi operai avevano già provato la ferocia delle truppe inviate nei porti da un governo laburista, e l’opera repressiva dei dirigenti del sindacato che avevano testimoniato contro i loro stessi iscritti, dieci anni prima.

L’accelerazione dell’automazione, i ritmi del lavoro e l’alienazione, specialmente evidenti nel rapido sviluppo dell’industria automobilistica, crearono un tipo di lotta che andava contro l’etica del lavoro sostenuta dai padroni e dai sindacati. Contrari ai negoziati e alle trattative, gli operai dell’industria automobilistica, ed in particolare i portuali, stavano effettuando sabotaggi alle catene di montaggio, scioperi selvaggi ed occupazioni. A volte riuscirono a portare le organizzazioni di “difesa” verso posizioni di attacco e a superare i limiti del settorialismo nel quale erano stati costretti. Nel momento in cui le rivolte nell’industria, e perfino le insurrezioni, si stavano sviluppando in tutta l’Europa, la partecipazione del sindacato alla gestione economica delle fabbriche era una delle armi più forti del capitale. Questi furono i soli organi capaci di negoziare con il padronato e di fare tornare gli operai al lavoro sbandierando grandi slogan di unità.

Questo dualismo nel movimento dei lavoratori tra elementi di base direttamente e spontaneamente in lotta all’interno di una precisa situazione economica e i rappresentanti di una politica nazionale del movimento ufficiale dei lavoratori, sempre pronto a porre freno e a formalizzare la lotta, riducendoli a strumenti di trattative con le industrie, è sempre esistito.

Ma non tutte le azioni della base possono essere strumentalizzate, e la spinta verso l’illegalità non può mai essere soffocata completamente. Talvolta può sembrare così, ma anche durante i periodi di “quiete” esiste un continuo movimento di assenteisti, espropriatori e sabotatori. Questo movimento dal basso, che emerse con forza alla fine degli anni ‘60, dissipò sia il mito della classe operaia inglese come passiva e stabile sia l’immagine dell’operaio tradizionale, già cambiata con l’aumento del numero delle donne e dei lavoratori immigrati nel ciclo produttivo e nelle industrie di servizi rapidamente in espansione.

Nello stesso periodo un nuovo movimento stava nascendo nelle scuole e nei college. Uno dei principali punti di riferimento di questo movimento era la guerra nel Vietnam. In ogni college ed università, vari gruppi lottavano per gli spazi politici. Per un certo tempo si tentò di creare un unico movimento, la Federazione Rivoluzionaria degli Studenti. I gruppi più significativi erano filo-trotzkisti, dato che il maoismo non ha mai avuto influenza in Gran Bretagna. Ma la sterile politica della sinistra (trotzkisti e leninisti) non poteva contenere il nuovo movimento antiautoritario che stava iniziando a svilupparsi. La politica della vita quotidiana era in pieno sviluppo: autorganizzazione contro l’oppressione, tentativi di superare la divisione tra operai e studenti, tra uomini e donne, la formazione di gruppi che partivano da problemi specifici invece di raggrupparsi sotto parole d’ordine.

Emerse un vasto movimento di disoccupati, occupanti, femministe, ecc., che esprimeva non il Diritto al Lavoro ma il Rifiuto del Lavoro. Non impiegava la tattica attendista del sindacalismo tradizionale ma prendeva “tutto e subito” ciò che fino a quel momento gli era stato negato e rifiutava tutto ciò che gli veniva offerto. La critica del nucleo familiare, in quanto solido baluardo del potere capitalista, portava a molte esperienze di vita comunitaria. Questo movimento, nella sua complessità, non era solo composto da studenti, ma esteso e variopinto, comprendente giovani lavoratori, studenti e disoccupati: lo si potrebbe chiamare movimento libertario.

Questo movimento comprendeva singoli gruppi che agivano al di fuori dell’atmosfera stagnante del movimento anarchico tradizionale con i suoi microscopici centri di potere che sono tanto nefandi quanto ogni altra struttura di controllo. Un parallelo dunque può essere tracciato con la dicotomia esistente all’interno del movimento anarchico. Da un lato, ci sono i compagni che detengono posizioni di potere: trascorrono il loro tempo presiedendo meeting e conferenze, propugnando principi considerati dogmi dell’anarchismo sostenuti da coloro che, sia per pigrizia, sia per debolezza, li accettano acriticamente. Il manifestarsi di queste isole di potere generalmente si esprime attraverso pubblicazioni che sono antiquate e ripetitive. Esse hanno la sembianza di strumenti di analisi e di dibattito aperti al movimento intero, ma l’ideologia di base (quella della conservazione e della stasi) è filtrata attraverso una moltitudine di “aiutanti” i quali hanno il compito di colmare e produrre fisicamente la pubblicazione. Queste pubblicazioni sono le prime a condannare le azioni autonome che hanno il loro punto di riferimento nel movimento illegale degli sfruttati. Sono le prime a denunciarle, sostenendo che queste azioni fanno ricadere la repressione poliziesca sul movimento anarchico. Nelle loro fantasticherie hanno dimenticato che la repressione è sempre presente e solo nella sua forma più sofisticata crea quella acquiescenza dove soltanto ai fantasmi è permesso camminare. Molte delle più alimentate ed estese rivolte sociali sono state scatenate dalla gente rispondendo alla repressione della polizia.

Il movimento anarchico tradizionale si sente minacciato dagli altri movimenti anarchici, dai gruppi di affinità e da singoli individui che basano le loro azioni su di una valutazione critica dei metodi passati e impiegano teorie e analisi aggiornate. Anche questi ultimi usano i tradizionali metodi del volantino, del giornale e delle pubblicazioni in genere, ma li usano come strumenti di critica e di informazione rivoluzionaria cercando sempre di avvicinarsi verso la lotta di massa e di contribuire ad essa personalmente e metodologicamente. È coerente – e necessario, se devono essere elementi partecipi della lotta – che di fatto applichino anche gli strumenti di azione diretta e di lotta armata. Questi gruppi rifiutano la logica del centro di potere e dell’assistente militante passivo. Ogni individuo è responsabile delle proprie azioni che si basano su decisioni raggiunte attraverso un compito che non ha mai fine e cioè quello di approfondire e capire la realtà. Proprio come non ci sono confini fissi tra i due movimenti operai, così non ci sono neanche tra i due movimenti anarchici. Allo stesso modo non c’è un confine rigido tra quest’ultimo movimento di anarchici e il movimento insurrezionale dei lavoratori. Quando la lotta si intensifica questi movimenti si avvicinano ed interagiscono. Comunque gli anarchici, dall’interno delle lotte, si prefiggono di spingerle verso una conclusione rivoluzionaria proponendo metodi libertari per prevenire il sopravvento delle strutture autoritarie. L’altro movimento anarchico, tradizionale, ha mostrato fin troppo spesso la sua disponibilità ad allearsi con strutture del movimento ufficiale dei lavoratori ed anche peggio.

Alla fine degli anni ‘60 e all’inizio degli anni ‘70, con le ondate di agitazioni nell’industria a livello di base, con la lotta degli studenti nelle università, dei disoccupati, delle donne e così via, l’Angry Brigade emerge sia come prodotto di questa realtà sia come soggetto rivoluzionario che agisce al suo interno. Rigettare questi compagni come devianti sociali significa non vedere la realtà della lotta del momento. Il fatto che l’Angry Brigade abbia agito deliberatamente nel campo dell’illegalità sollecitando altri a fare altrettanto, in nessun modo la squalifica, l’inquadra invece perfettamente in ciò che fu nella sua essenza: un movimento illegale. È possibile capire ciò valutando anche il contesto degli attacchi esplosivi di quegli anni (e non intendiamo con ciò ridurre i vasti e svariati strumenti dell’illegalità solo alle bombe): il maggiore Yallop, capo dei laboratori dell’arsenale di Woolwich, principale teste di accusa al processo contro l’Angry Brigade, fu costretto ad ammettere che oltre le 25 bombe attribuite a questa organizzazione, tra il 1968 e la metà del 1971, altre 1075 erano passate al vaglio del suo laboratorio.

Esaminando gli attacchi rivendicati dall’Angry Brigade, vediamo che essi focalizzavano l’attenzione su due campi di lotta in quel momento molto sensibili. La prima era la lotta nell’industria: l’attacco all’Ufficio di Collocamento nel giorno di una grande manifestazione contro l’Industrial Relations Bill [disegno di legge sui rapporti industriali], la bomba alla casa di Carr nel giorno di una manifestazione perfino più grande della prima, la bomba nella casa di William Batty durante uno sciopero alla Ford di Dagenham, l’attacco contro John Davies, ministro dell’industria e del commercio, durante la crisi dei costruttori di navi dell’Upper Clyde, la bomba alla casa di Bryant durante lo sciopero in un suo cantiere. Per ampliare il quadro di queste azioni bisogna aggiungere le bombe indirizzate direttamente contro l’apparato repressivo dello Stato, al tempo in cui la repressione stava crescendo pesantemente in risposta al sollevarsi di tutti i campi di lotta. La bomba nell’ufficio del commissario Waldron, capo di Scotland Yard, l’attacco al computer della polizia a Tintagel House, quello contro la casa del procuratore generale Peter Rawlinson e, infine, quello al centro territoriale di arruolamento dell’esercito. L’attentato alla boutique di High Street, “Biba”, e quello contro il furgone della BBC la notte precedente al concorso di miss mondo, furono invece tentativi di spingersi oltre, cercando di distruggere gli stereotipi e l’alienazione della società dello spettacolo, del consumismo e del protagonismo. “Fratelli e sorelle, quali sono i vostri veri desideri? Sedersi in un “Drugstore”, con lo sguardo perduto nel nulla, annoiato, bevendo un caffè senza sapore? Oppure, forse farlo saltare o bruciarlo?”.

Con le sue azioni l’Angry Brigade è diventata anch’essa una parte di quello spettacolo, ma una parte che cerca di contribuire alla distruzione dello spettacolo stesso. Le sue azioni, qui descritte, trovano un significato non come vecchi prodotti di consumo da ripescare e rispolverare, per poi rimetterli nello scaffale come reliquie del passato. Il lavoro dell’Angry Brigade – e per il quale cinque compagni hanno pagato con pesanti condanne – è un contributo alla lotta che va avanti cambiando forma man mano che cambiano le strategie del capitale che si basa, come sappiamo, sulla logica della ristrutturazione e della preservazione. Una valutazione critica dell’Angry Brigade, se deve essere fatta, deve avvenire in altro modo e in altro luogo e non nelle sterili pagine di un opuscolo. Deve essere fatta come riflessione attiva di un movimento che ha un compito da adempiere, e che non si cura della condanna e della diffamazione operate da coloro il cui unico scopo è di proteggere se stessi. Molti problemi sorgono dalla rilettura delle azioni e delle esperienze dell’Angry Brigade: clandestinità o no, azione simbolica o attacco diretto alla proprietà o contro i responsabili, azioni anonime o uso di comunicati trasmessi dai mass-media, per nominarne solo alcuni.

Le pagine che seguono mettono in luce queste problematiche, le cui elaborazioni si troveranno nel campo concreto della lotta.

Jean Weir

Cronologia

1967

21 agosto. Tre uomini armati in un’auto bianca mitragliano il consolato americano a Mayfair. Volantini vengono distribuiti da Revolutionary Solidarity, movimento facente appello alla solidarietà con il Vietnam. Il Gruppo Primo Maggio rivendica l’azione. Cinque loro compagni erano stati fatti prigionieri in Spagna per il tentativo di sequestrare il capo di una base aerea spagnola.

Novembre. Attacchi simultanei con bombe contro le ambasciate greca, boliviana e spagnola a Bonn e contro l’ambasciata venezuelana a Roma (Gruppo Primo Maggio in solidarietà con i movimenti di guerriglia latino-americani e contro i regimi fascisti in Europa). Lo stesso giorno una bomba distrugge l’ingresso dell’ufficio del turismo spagnolo a Milano e vengono colpite le ambasciate spagnola, greca ed americana a La Haye in Olanda.

1968

Gennaio. Una bomba viene ritrovata nel giardino dell’ambasciata greca a Londra. Il Gruppo Primo Maggio rivendica l’azione.

27 febbraio. Gli sbirri comandati dal sergente Roy Cremer perquisiscono la casa di Stuart Christie in cerca di esplosivi in relazione all’attacco all’ambasciata greca e per aver ricevuto l’informazione che altre azioni si dovevano compiere a Londra.

3 marzo. Una serie di esplosioni danneggiano i locali di sei sedi diplomatiche a Londra, in Olanda, a Torino; l’ambasciata spagnola e il club degli ufficiali americani a Londra; le ambasciate greca e portoghese a La Haye e il consolato degli Stati Uniti a Torino. Gli attentati vengono rivendicati dal Gruppo Primo Maggio, Movimento Rivoluzionario di Solidarietà.

6 marzo. Un ordigno incendiario, con congegno a tempo, esplode nella Corte criminale di Moabit, Berlino Ovest.

18 marzo. Tre edifici americani danneggiati da bombe al plastico: Chase Manhattan Bank, Bank of America e Transworld Airlines.

25 marzo. L’ambasciata degli Stati Uniti a Madrid colpita da una bomba.

10 settembre. Vengono arrestati in Spagna sette giovani anarchici con l’accusa di aver collaborato con il Gruppo Primo Maggio e di aver partecipato ad azioni nella regione di Valencia. Le informazioni che portano al loro arresto vengono dal reparto speciale di New Scotland Yard, Londra.

15 ottobre. Attacco incendiario al Museo imperiale della guerra a Londra.

4 novembre. Attacco con molotov contro il Dipartimento degli affari interni a Berlino Ovest.

1969

3 febbraio. Cariche di dinamite inesplose trovate alla Bank of Spain e Bank of Bilbao a Londra.

9 febbraio. Bomba alla Bank of Spain a Liverpool.

15 marzo. Due anarchici, Alan Barlow e Phil Carver, vengono arrestati subito dopo una potente esplosione alla Bank of Bilbao a Londra. In loro possesso viene trovata una lettera di rivendicazione a nome del Gruppo Primo Maggio.

16 agosto. Attacco incendiario contro l’abitazione di Duncan Sandys, esponente dei Tory.

17 agosto. Molotov contro l’Ufficio dell’Irlanda del Nord a Londra.

19 agosto. Esplode una bomba lanciata dentro il distretto militare di Brighton.

9 ottobre. Bombe incendiarie vengono trovate in un armadietto del deposito bagagli a Londra.

15 ottobre. Altra bomba contro il Museo imperiale della guerra a Londra.

1970

28 gennaio. Bomba agli uffici del Dipartimento culturale spagnolo a Parigi.

10 febbraio. Ian Purdie viene imprigionato (per nove mesi) per aver lanciato una bomba incendiaria contro l’Ufficio dell’Irlanda del Nord in Saville Row a Londra durante una marcia per la difesa dei diritti civili in Irlanda.

20 febbraio. Tre studenti vengono catturati mentre stanno per lanciare molotov contro la Barclays Bank

28 febbraio. Bomba alla Bank of Bilbao ed alla Compagnia delle ferrovie statali spagnole a Parigi.

28 marzo. Viene trovato un ordigno a tempo nella Waterloo Station a Londra.

4 maggio. Attacco incendiario all’ambasciata americana a Londra.

10 maggio. Una bomba è trovata a bordo di un aereo dell’Iberia Airlines, compagnia di bandiera spagnola, a Heathrow (Londra). Ordigni simili sono trovati su aerei appartenenti alla stessa compagnia in altre capitali europee.

19 maggio. Attacco incendiario alla Wembley Conservative Association (Londra).

22 maggio. Cariche di esplosivo ad alto potenziale vengono rinvenute in una nuova stazione di polizia a Paddington (Londra). Nel processo contro gli otto anarchici accusati di appartenere all’Angry Brigade l’accusa la considererà come la loro prima azione.

10 giugno. Attacco incendiario contro la Brixton Conservative Association (Londra).

11 giugno. Perquisizione alla ricerca di esplosivi a casa di Stuart Christie.

18 giugno. Molotov contro il tribunale di Lambeth (Londra).

30 giugno. Bomba contro un magazzino dell’esercito in Kimber Road a Londra.

30 giugno. Ian Purdie esce dalla prigione di Albany (Isle of Wight). Secondo le accuse successive egli entrerebbe adesso nella Angry Brigade.

3 luglio. Bombe in simultanea a Parigi e a Londra contro gli Uffici del turismo spagnolo e le ambasciate spagnola e greca.

7 luglio. Attacchi incendiari contro il distretto militare di South London ed il centro d’addestramento ufficiali di Holborn (Londra).

10 luglio. Ordigno incendiario contro la casa di uno sbirro a riposo in Stoke Newington.

18 agosto. Bombe agli Uffici londinesi dell’Iberia.

30 agosto. Esplosione di una bomba nella casa di Sir John Waldron, commissario della polizia metropolitana, a Putney. L’attentato non viene riportato dai giornali, per evitare di diffondere l’esempio.

8 settembre. Bomba a casa dell’avvocato del Governo, Sir Peter Rawlinson. Ancora niente nei giornali.

17 settembre. Jake Prescott esce in libertà provvisoria dalla prigione di Albany.

21 settembre. Molotov contro la Wimbledon Conservative Association.

26 settembre. Esplosione davanti alla Barclays Bank di Heathrow. Bombe in contemporanea contro l’Iberia negli aeroporti di Ginevra, Francoforte, Parigi e Londra. Attacco incendiario alla Hampstead Conservative Association.

7 ottobre. Al BOAC Air Terminal di Victoria (Londra) viene trovata una granata mimetizzata.

8 ottobre. Seconda esplosione a casa di Rawlinson.

9 ottobre. Bombe al Palazzo delle esposizioni, in Cork Street a Londra, e al centro di commercio italiano. Attacchi in contemporanea contro strutture dello Stato italiano a Manchester, Birmingham e Parigi. Le azioni vengono rivendicate in ricordo di Giuseppe Pinelli, ammazzato dalla polizia nel 1969.

10 ottobre. Alcune bombe vengono rinvenute a Heathrow, indirizzate a diversi dirigenti israeliani.

24 ottobre. Durante lo sciopero dei dipendenti comunali una bomba esplode nella sede centrale della nettezza urbana a Greenford.

26 ottobre. Gioiosi piromani in azione contro la Barclays Bank di Stoke Newington. I giornali riportano: “La polizia sta investigando su numerosi analoghi incidenti anche in altri settori”. Gli uffici amministrativi della Keele University sono colpiti con una bomba incendiaria.

20 novembre. Attentato ad un furgone della BBC davanti l’Albert Hall a Londra in relazione al concorso di miss mondo. Dell’azione venne accusato Jake Prescott, ma un testimone affermò che Jake al momento dell’esplosione si trovava ad Edimburgo. L’accusa cadde.

3 dicembre. L’ambasciata spagnola a Londra viene mitragliata nel momento in cui manifestazioni di solidarietà hanno luogo a favore dei nazionalisti baschi, i sei di Burgos. Niente sulla stampa.

8 dicembre. Vasta manifestazione contro il progetto di legge del governo conservatore riguardante le relazioni industriali.

9 dicembre. Una bomba scoppia, all’alba, al Ministero del lavoro e della produttività a St. James Square. La polizia aveva appena finito di ispezionare l’edificio. L’azione viene rivendicata dall’Angry Brigade.

1971

12 gennaio. Migliaia di persone scioperano contro il progetto di legge sulle relazioni industriali. Viene attaccata la casa di Robert Carr, ministro del lavoro, a Hadley Green Road, Barnet. La prima esplosione è alle 22.05, la seconda alle 22.20. L’Angry Brigade rivendica l’azione. Secondo i giornali l’opinione pubblica si preoccupa per la mancanza di sorveglianza intorno alla casa di Carr proprio in quel giorno. Apparentemente la polizia faceva la guardia ai figli del duca di Kent e a diversi diplomatici minacciati di rapimento. “Un uomo viene in particolar modo ricercato dalla polizia... è uno scozzese di circa vent’anni, sospettato di essere implicato nell’attentato agli uffici della Iberia a Londra nello scorso agosto. Si pensa che quest’uomo ieri si trovasse a Parigi”. (“The Times”). La caccia per Stuart Christie come “probabile responsabile dell’attentato” comincia. Il suo passato di anarchico e i suoi rapporti con il movimento spagnolo ne fanno il candidato ideale per una montatura. Le ricerche della polizia si estendono in tutta l’area londinese. Un buon numero di persone viene portato alla stazione di polizia di Barnet per essere interrogato. I giornali riferiscono che i corpi speciali della polizia tenevano d’occhio i membri di un gruppo sospettato di avere a che fare con le esplosioni. Tutti gli interrogati a Barnet vengono rilasciati pochi giorni dopo, ad eccezione di un uomo e di una donna trasferiti ad altre stazioni di polizia in riferimento ad altre accuse. La settimana successiva viene designata una guardia per proteggere il giudice Melford Stevenson (che avrebbe poi emesso la sentenza di 15 anni di reclusione per Jake Prescott) dopo che questo aveva ricevuto una telefonata annunciante una bomba in casa sua. Ordini segreti premono sulla polizia e sulle guardie di sicurezza affinché sia data primaria importanza all’eliminazione dei membri dell’organizzazione, per questo viene istituito un dipartimento segreto di agenti dei corpi speciali. Turni di guardia 24 ore su 24 vengono predisposti per sorvegliare i ministri di Gabinetto. Sono giorni arrabbiati... Peter Walker (ministro dell’ambiente), Melford Stevenson, il leader Tory Hugh Fraser, il primo ministro Tory Heath e molti altri porci ricevono minacce telefoniche. Un comunicato inviato al giornale “Express”: “L’Angry Brigade tiene d’occhio Heath ora. Ci stiamo avvicinando”.

18 gennaio. Attacco incendiario contro l’ufficio delle South African Airways a Glasgow.

19 gennaio. Jake Prescott, arrestato per assegni falsi, viene fatto oggetto di una montatura quando, di fronte alla corte di Marylebone, Habershon produce un testimone “costruito” su misura, il quale afferma che in cella Jake gli avrebbe confessato di essere l’autore degli attentati al Ministero del lavoro e delle attività produttive, alla casa di Carr e al concorso di miss mondo. Sfortunatamente per Habershon, la giuria del processo non era preparata ad un tentativo tanto maldestro e non vi credette (pensando forse a quanto avrebbero potuto far gola le 10.000 sterline offerte dal “Daily Mirror” a chi avrebbe fornito informazioni alla polizia). Alla polizia erano stati concessi, in questo periodo, poteri assoluti. In piena isteria, generata dalla paranoia di un’opposizione armata, ed in un clima di panico tra le autorità dopo l’attentato alla casa di un ministro del gabinetto, si diede inizio ad una sfrenata caccia all’uomo. Stuart Christie in particolare ne era l’obiettivo. I giornali londinesi di giorno in giorno pompavano in merito al “giovane anarchico scozzese appena tornato dalla Spagna”, proprio mentre le persone che più somigliavano alla descrizione venivano sequestrate per essere interrogate. La polizia visitò le sedi dei giornali più importanti e accompagnò a Barnet i fotografi che vi lavoravano affinché riconoscessero le persone riprese nelle fotografie scattate nei pressi della casa di Carr, la notte dell’attentato.

25 gennaio. Esplosione presso la casa di Lord Provost a Glasgow.

27 gennaio. L’Associazione della stampa riceve il comunicato n. 5. La polizia è costretta ad ammettere che negli ultimi tempi si sono verificate altre esplosioni, in ogni caso permane il silenzio stampa imposto per la continuazione delle indagini.

29 gennaio. L’“Evening News” scrive: “Vi è un notevole aumento di bombe fatte in casa. Esiste un rapporto tra ciò ed il diffondersi di attività politiche”. “The Times” aggiunge: “Scotland Yard e gli addetti alla pubblica sicurezza sono particolarmente preoccupati ed esasperati dalle attività dell’Angry Brigade, che non può più essere minimizzata come opera di un gruppo di eccentrici. Alcuni ufficiali di alto grado accreditano al gruppo un livello di capacità professionale raramente riscontrato in precedenza”. Nelle settimane dopo l’attentato contro Carr la compagnia di polizia di Barnet, diretta da Roy Habershon (esperto di esplosivi) e dai comandanti Bond e Dace, perlustra molte zone di Londra servendosi di automezzi, cani e fotografi, perquisendo le case dei “noti estremisti di sinistra”. L’obiettivo (che emerge chiaramente dal numero di agende, indirizzari, riviste, lettere, ecc., sequestrati) è quello di tracciare un quadro della sinistra extraparlamentare, le cui attività la polizia è ora costretta a prendere seriamente in considerazione e sulle cui strutture l’apparato repressivo non ha molte informazioni. Ecco le date delle perquisizioni: 13 gennaio, Chris Reed, Huddleston Road, London. 14 gennaio, Stuart Roche, attivista dell’Unione scuola. 15 gennaio, Robert, fratello di Ian Purdie, viene portato a Barnet per essere interrogato dagli sbirri che cercano suo fratello. 17 gennaio, perquisita l’abitazione di Ann Lamche (Cinema Action), due persone vengono fermate per interrogatori. Presso la sede dell’Agitprop, in Muswell Hill, vengono fotocopiati gli indirizzari del collettivo. 19 gennaio, quattro nuove perquisizioni, senza alcun ritrovamento. Joe Keith e Tony Swash vengono interrogati da Habershon. 20 gennaio, interrogatorio a Ian Purdie presso i Bedford Gardens. 21 gennaio, Paul Lewis dell’International Times viene interrogato da Habershon, la sua abitazione ed il suo ufficio vengono perquisiti. 22 gennaio, Chris Allen è sottoposto ad interrogatorio dal CID di Edimburgo. Habershon va in trasferta ad Edimburgo per tre giorni. 23 gennaio, altra irruzione ad Edimburgo. 24 gennaio, durante un altro “raid” gli sbirri sequestrano a Barnet altre due persone per interrogarle, non permettendo loro di parlare con un avvocato che si trova fuori dal commissariato. I giornali iniziano a parlare di “un anarchico scozzese”. Altre due persone vengono fermate a Londra e condotte a Barnet per venire interrogate in merito a trenta attacchi non rivendicati contro la proprietà pubblica (banche, l’abitazione del razzista Tory Duncan Sandys e varie sedi del partito conservatore).

30 gennaio. Molotov contro la sede dei conservatori di Slough. 3 febbraio. Jake Prescott viene rilasciato su cauzione, ma è nuovamente arrestato l’11 febbraio insieme ad un amico olandese. Jake viene interrogato, senza aver possibilità di incontrare il suo avvocato per tre giorni, ed accusato degli attacchi alla casa di Carr ed al furgone della BBC. La polizia insiste affinché cambi l’avvocato che pretende “i motivi dell’arresto”.

9 febbraio. A Jersey viene incendiata la casa di un amministratore industriale locale.

11 febbraio. L’abitazione di Jake Prescott, in Grosvenor Avenue, Islington, viene perquisita in cerca di esplosivi. Vengono sequestrate agende, indirizzi, giornali ed altri oggetti, nonostante le proteste che ciò è assolutamente estraneo ai motivi del mandato di perquisizione. La stampa, in mancanza di informazioni, fa della casa di Grosvenor Avenue la base della cospirazione. Nella stessa giornata Habershon e la sua banda fanno irruzione nell’aula durante il processo a carico dei fermati in occasione della manifestazione contro il concorso di miss mondo nel novembre ‘70. Vengono trascinati via con la forza quattro testimoni della difesa, condotti a Barnet per essere interrogati e non poter così deporre al processo. Habershon, esprimendo la sua grande democraticità, afferma: “Non mi interessano molto le sottigliezze legali”. Partono denunce contro Scotland Yard per aggressione ed arresto illegittimo: in aula, durante il processo “miss mondo”, è presente il reparto speciale della polizia.

13 febbraio. Irruzioni a casa di Hilary Creek, John Barker, Chris Allen ed altre persone, alla ricerca di esplosivi. Jake Prescott viene accusato di cospirazione al fine di causare esplosioni tra il 30 luglio ‘70 e il dicembre ‘71, e in particolare degli attentati alla casa di Carr, il dipartimento del lavoro ed il concorso di miss mondo.

15 febbraio. Altra perquisizione in Cannock Street.

19 febbraio. Habershon va ad Edimburgo. Vengono perquisite due abitazioni e Jake e Chris Allen sottoposti ad interrogatorio. Lo stesso giorno “The Times” pubblica il comunicato n. 6 dell’Angry Brigade e l’“Havering Recorder” dell’Essex riceve una telefonata in cui un uomo a nome dell’Angry Brigade preannuncia, dal sabato successivo, una nuova campagna d’attacco violento contro l’appoggio del partito conservatore al regime razzista sudafricano.

20 febbraio. Perquisizione nell’abitazione di Mike Kane.

5 marzo. Perquisita una casa in Talbot Road, Notting Hill (Londra).

6 marzo. A mezzanotte viene perquisita una casa in Tyneham Road, e vi viene trovato Ian Purdie che è tratto in arresto. Habershon dirà che “...la perquisizione era finalizzata alla ricerca di esplosivi e di Ian Purdie. Per quanto mi riguarda questi due elementi sono sinonimi...”, successivamente ammetterà in tribunale che, procedendo illegalmente, Ian era stato arrestato per essere interrogato.

7 marzo. Viene confermato l’arresto di Ian Purdie con l’accusa di aver partecipato a due attacchi dell’Angry Brigade e, come Jake Prescott, viene rinchiuso nel braccio di massima sicurezza del carcere di Brixton in qualità di detenuto “classe A”, con la cella chiusa 23 ore al giorno.

10 marzo. Il giornale “The Guardian” pubblica un servizio sugli abusi della polizia.

18 marzo. Durante uno sciopero degli operai della Ford gli uffici centrali della compagnia a Gants Hill, Ilford (periferia di Londra), vengono distrutti da una potente esplosione. Un comunicato di più di mille parole (comunicato n. 7) viene fatto ritrovare poco più tardi. L’affermazione della polizia di aver fermato l’Angry Brigade viene ridicolizzata. Lo stesso giorno un uomo entra in una banca londinese e chiede 5.000 sterline sotto la minaccia di una bomba che ha con sé (una scatola di latta piena di carbone). Dopo la bomba negli uffici della Ford la polizia scatena una nuova ondata di perquisizioni:

20 marzo. Nella perquisizione di una casa a Notting Hill vengono sequestrati alcuni documenti della difesa per il processo.

23 marzo. Viene nuovamente perquisita, da sbirri con unità cinofile, la casa di Grosvenor Avenue.

24 marzo. Altre due perquisizioni nell’East End londinese. La prima in casa di Ron Bailey, in cerca di esplosivi, porta al rilevamento delle impronte dei caratteri di una macchina da scrivere. La seconda, condotta da Cremer e Bentley sempre alla ricerca di esplosivi, a casa di Digger Walsh.

1 aprile. Altri documenti della difesa per il processo di Powis Square vengono sequestrati nel corso di due perquisizioni a Notting Hill. Nello stesso giorno una bottiglia incendiaria colpisce l’abitazione del preside della Roydale School.
In tutto il periodo trascorso dal loro arresto, Ian e Jake rimangono in isolamento con un’ora d’aria al giorno. Gli avvocati della difesa riescono a parlare con loro solo dopo aver contrattato con Habershon. Quando il collegio di difesa chiede che vengano rese note le motivazioni degli arresti ottiene la risposta che ciò non è possibile senza il permesso del procuratore generale. Per di più l’istanza per ottenere il rilascio degli imputati su cauzione (10.000 sterline per ognuno) viene rifiutata dal magistrato di Barnet.

5 aprile. Incendio doloso al club Tory di Gosport. L’“Evening Standard” riporta: “... questo è solo l’ultimo di una serie di incidenti che hanno colpito il club negli ultimi sei mesi...”. Nello stesso giorno viene ritrovato un ordigno in Leicester Square (Londra).

22 aprile. Inizia il procedimento preliminare nei confronti di Jake e Ian. Tale procedimento deve stabilire se il magistrato ha prove sufficienti per istituire un processo contro gli imputati presso la Old Bailey. Non c’é dubbio che il magistrato ricorrerà al processo, eppure il procedimento va avanti per le lunghe... sino al 27 maggio. Il 15 aprile a Jake vengono comunicate tre nuove accuse: aver cospirato, tra il luglio ‘70 e marzo ‘71, insieme a Ian per causare esplosioni a cui avrebbero partecipato anche altre persone, ed aver provocato le esplosioni contro il concorso di miss mondo e il Ministero del lavoro e delle attività produttive. Lo stesso giorno si verifica un attacco incendiario contro la Barclays Bank (nota per i suoi investimenti finanziari in Sud Africa) di Whitechapel (Londra).

23 aprile. Una busta incendiaria viene spedita ad un ministro del Parlamento presso la Casa dei Comuni.

24 aprile. Seconda scorribanda della polizia a Wivenhoe, Essex, con la scusa della ricerca di stupefacenti. Vengono mostrate ai perquisiti le foto di Jim Greenfield, Anna Mendelson ed altre due persone.

26 aprile. Terza perquisizione in Cannock Street. Chris viene arrestato per assegni falsi.

28 aprile. “The Times” riceve una bomba per posta con il messaggio: “Il gruppo della vendetta, l’Angry Brigade, l’armata del popolo. Useremo queste. Molte ne verranno in giugno e luglio. Rivoluzione ora”.

29 aprile. Sabotaggio alla centrale nucleare di Berkeley, Gloucester (terzo incidente del genere nell’arco di tre mesi).

Aprile-maggio. Si svolgono in questo periodo numerose perquisizioni ed atti intimidatori ai danni dei membri di “Solidarietà Internazionale”.

1 maggio. Durante la festa dei lavoratori esplode una bomba nella boutique “Biba” a Kensington. Viene ritriovato sul luogo dell’esplosione il comunicato n. 8.

4 maggio. Viene ritrovata una bomba piazzata sotto l’automobile di Lady Beaverbrook. Gli inquirenti cercano indizi nel Kent, Essex e Oxfordshire. Quattro bombe artigianali vengono scoperte presso la Sidcup and Chislehurst Grammar School, dove il primo ministro Heath avrebbe dovuto ricevere un’onoreficenza il venerdì successivo.

22 maggio. Una forte carica danneggia la sala dei computer di Scotland Yard presso la Tintagel House, Londra. L’azione è accompagnata da una telefonata alla stampa in cui viene letto il comunicato n. 9 dell’Angry Brigade. Contemporaneamente attacchi rivendicati da Angry Brigade, movimento di Solidarietà Internazionale e gruppo Marius Jacob colpiscono gli uffici parigini delle ferrovie inglesi, della Rolls Royce e della Rover.

Nel mese di maggio viene perquisita più volte la sede dell’Agitprop presso Muswell Hill.

1 giugno. “The Times” riceve una lettera: “Se Heath e Rippon pretendono di aderire al Mercato Comune senza ascoltare l’opinione della gente britannica, finiranno per trovarsi un proiettile nel cranio. Non è una minaccia a vuoto. Firmato: The Angry Brigade”.

22 giugno. L’Angry Brigade fa saltare in aria la casa nell’Essex di William Batty, direttore di vendita della Ford. Nella stessa notte una bomba danneggia un trasformatore che alimenta il complesso di Dagenham, proprietà della Ford Motor Company. Nelle stesse ore Scotland Yard è in preda al panico: Sir John Waldon vi tiene una conferenza per comunicare agli ufficiali di polizia le disposizioni del primo ministro che ordinano: “L’Angry Brigade venga smascherata ed annientata”. “Il governo ha ordinato di considerare l’Angry Brigade come nemico pubblico n. 1. Questa è una missione di priorità assoluta”. Il “Sunday Telegraph” pubblica: “Yard prenderà l’Angry Brigade. Una squadra speciale di 20 poliziotti selezionati nei reparti speciali, in collaborazione con esperti d’esplosivi, militari e specialisti della scientifica, è stata posta agli ordini di un comandante molto deciso, la cui identità viene tenuta segreta per motivi di sicurezza. La squadra adotterà una linea dura. Verranno perquisite le comunità hippy, si sottoporranno ad interrogatorio i membri noti dell’underground, e si costituiranno dossier approfonditi sulla sottocultura che minaccia l’ordine sociale presente”.

19 luglio. Diversi incendi dolosi danneggiano una fabbrica a Dordan.

25 luglio. Intimidazioni ad un disoccupato nel Nord di Londra dopo che la polizia gli ha tirato giù la porta di casa con un mandato per la ricerca d’esplosivi.

26 luglio. Melford Stevenson rifiuta la libertà su cauzione di 17.500 sterline a Ian Purdie.

31 luglio. In barba alla stretta sorveglianza poliziesca che la circonda, la casa londinese del segretario per il commercio e l’industria, John Davies, viene gravemente danneggiata da una potente esplosione. L’azione segue di poco l’annuncio di Davies di voler chiudere i cantieri navali di Upper Clyde, buttando in strada migliaia di operai. L’attacco viene accompagnato dall’undicesimo comunicato a firma Angry Brigade.

2 agosto. Ancora perquisizioni. La data del processo per Jake e Ian è fissata per il 7 settembre e la polizia cerca di distruggere ogni azione di sostegno che potrebbe essere organizzata. Varie case vengono perquisite e si sequestrano materiali ed indirizzi relativi alla difesa degli imputati. La polizia “visita” due abitazioni nell’Essex e la sede dell’Agitprop in Bethnal Green, Londra.

15 agosto. Ancora perquisizioni, in Hungerford Road viene fermato ed interrogato Dave Garfinkel, vengono sequestrati documenti in Beresford Terrace e la casa di Sally Keith in Crystal Palace viene devastata dal lavoro degli sbirri. Nello stesso giorno, in seguito all’annuncio del governo di varare nuove manovre repressive in Irlanda (internamenti), una potente esplosione devasta il centro di reclutamento dell’esercito in Holloway Road. Segue un comunicato firmato “Angry Brigade Moonlighter’s Cell”.

16 agosto. L’Agitprop a Bethnal Green viene perquisito per la seconda volta alla ricerca di esplosivi.

17 agosto. Wilson e Habershon “visitano” nuovamente la casa di Talbot Road con la scusa di cercare beni rubati.

21 agosto. Il corpo speciale di polizia ed il CID perquisiscono una casa in Amhurst Road, Londra. Jim Greenfield, Anna Mendelson, John Barker e Hilary Creek vengono arrestati. I quattro sono condotti al quartier generale della “squadra bombe” in Albany Street, e qui i due uomini vengono sottoposti ad un brutale pestaggio per strappar loro informazioni. In serata Stuart Christie si reca in Amhurst Road e viene arrestato. Un’ora dopo anche Chris Bott viene arrestato nello stesso luogo, entrambi sono portati alla stazione di polizia di Albany Street, le prove di incriminazione, due detonatori, vengono piazzate dagli sbirri nell’auto di Christie.

23 agosto. Le accuse per tutti gli arrestati sono: cospirazione al fine di causare esplosioni tra il 1° gennaio ‘68 e il 27 agosto ‘71, detenzione di sostanze esplosive, detenzione di una pistola senza autorizzazione, detenzione di otto caricatori senza permesso, detenzione di due mitra, detenzione di 36 caricatori da mitra senza permesso; per Jim: tentativo di esplosione nel maggio ‘70; per Anna e Jim: tentativo di esplosione in Manchester, ottobre ‘70; per Stuart: detenzione di munizioni senza permesso (per il ritrovamento di un proiettile nel suo appartamento due anni prima); per John, Jim e Stuart: detenzione di sostanze esplosive; per Jim, John e Hilary: ricettazione di un’auto rubata; per Stuart: detenzione di sostanze esplosive (i due detonatori piazzati dagli sbirri). Per tutti viene rifiutata la libertà su cauzione e vengono incarcerati in attesa di processo.

29 agosto. Bomba contro l’ala militare del castello di Edimburgo.

10 settembre. Esplosione presso il tribunale di Ipswich.

16 settembre. Viene scoperto un ordigno nel reparto dei secondini all’interno della prigione di Dartmoor (notizia non rivelata per due settimane).

20 settembre. Un supporto del Chelsea Bridge (Londra), di fronte ad una postazione militare, viene minato (il botto si sente sino a tre miglia di distanza).

24 settembre. Una postazione militare nei pressi della stazione di polizia in Albany Street (Londra) viene fatta saltare dall’Angry Brigade in risposta alle affermazioni della sbirraglia di averla definitivamente fermata. L’azione viene rivendicata in protesta alle manovre dell’esercito inglese in Nord Irlanda.

15 ottobre. Attacco incendiario contro un’altra postazione militare a Glasgow.

20 ottobre. Bomba all’abitazione di Bryant, magnate dell’edilizia di Birmingham, in concomitanza di uno sciopero dei suoi dipendenti. L’Angry Brigade rivendica.

30 ottobre. Spettacolare attentato dell’Angry Brigade alla Torre della Posta a Londra. Nella stessa notte una bomba danneggia il “The Cunnig Man” pub di Reading, dove i gestori si rifiutavano di servire gli operai che lavoravano alla costruzione dell’autostrada.

1 novembre. Attentato contro il quartiere generale della divisione carri armati dell’esercito in Everton Street a Londra. L’Angry Brigade rivendica.

6 novembre. Attacchi simultanei contro la Lloyds Bank ad Amsterdam, il consolato italiano a Basilea, le ambasciate britanniche a Roma e Barcellona. Tutte le azioni vengono rivendicate in solidarietà agli “otto di Stoke Newington” e agli anarchici italiani imprigionati con l’accusa, montata dagli sbirri, di cospirazione e sovversione.

11 novembre. Perquisizione in Haverstock Street, Islington. Viene arrestata Angie Weir, portata ad Albany Street le viene comunicata l’accusa di cospirazione al fine di causare esplosioni.

17 novembre. Nuova perquisizione in Talbot Road, su Chris Allen cadono le stesse imputazioni.

26 novembre. Arresto con le stesse accuse per Pauline Conroy fermata nel suo appartamento.

29 novembre. Attacco incendiario al tribunale di Broadstairs.

1 dicembre. Finisce il processo a Ian Purdie e Jake Prescott. Il primo viene assolto da tutte le accuse, Jake non viene condannato per alcuna azione specifica, ma la sentenza è di 15 anni di reclusione per cospirazione al fine di causare esplosioni, a causa di tre volantini scritti da lui.

15 dicembre. A Londra colpi di mitra contro l’ambasciatore della Giordania a bordo della sua automobile.

18 dicembre. Viene arrestata Kate McLean con le stesse accuse degli altri prigionieri. Poco prima dell’inizio del processo contro i dieci inquisiti, sir Peter Rawlinson, procuratore generale già colpito da un attacco dell’Angry Brigade, decide che non ci sono prove sufficienti per portare in aula Pauline Conroy e Chris Allen e ne ordina la scarcerazione.

1972

22 gennaio. Viene spedita una lettera esplosiva ad un membro del Parlamento presso la Casa dei Comuni.

1 febbraio. Attacco incendiario contro la Rhodesia House a Londra.

3 febbraio. Bombe incendiarie distruggono l’ufficio di reclutamento dell’esercito a Kirkgate, Huddersfield.

17 febbraio. Attacco incendiario a Londra contro l’Ufficio di sicurezza sociale in Bonhill Street. Attentato anche a Liverpool: gravi danni al quartier generale dell’esercito in Edge Lane.

22 febbraio. Bomba al quartier generale dei paracadutisti ad Aldershot. Sette morti.

10 marzo. Molotov contro la compagnia aerea sudafricana a Londra.

15 marzo. Un secondino viene fulminato a colpi di pistola fuori dalla prigione di Wandsworth.

20 marzo. Due pistolettate nella vetrina dell’ufficio di reclutamento militare di Slough, Bucks.

Marzo. Quattro membri del Partito dei lavoratori di Scozia vengono condannati a un totale di 81 anni di galera per un esproprio alla banca di Scozia nel giugno ‘71. I compagni, che rivendicarono politicamente le loro azioni in sede processuale, vengono colpiti dalle più alte condanne mai date per rapina da una corte scozzese: 26 anni a William McPherson, 25 a Matt Lygate e Ian Doran. Nessuna risposta dalla sinistra extraparlamentare.

30 marzo. Vicino a Glasgow viene ritrovata una bomba, contenente 13 candelotti, piazzata sui binari utilizzati dall’esercito per trasportare uomini ed equipaggiamenti destinati in Irlanda del Nord.

6 aprile. Seconda bomba (altri 13 candelotti) piazzata sulla linea ferroviaria vicino a Glasgow.

24 aprile. Una bomba artigianale viene piazzata alla centrale di polizia di Sleaford, Lanes. Viene fermato un ragazzo di 15 anni.

26 aprile. Un ordigno esplode ed incendia la sede dei Tory di Billericay, Essex.

1 maggio. Esplosione in una fabbrica di gas lacrimogeni.

30 maggio. Inizia il processo, presso la Corte n. 1 alla Old Bailey di Londra, agli “otto di Stoke Newington” accusati di cospirazione al fine di causare le esplosioni della Angry Brigade. Si tratta del più lungo processo nella storia giudiziaria inglese.

Estratto da un bollettino di difesa per gli otto di Stoke Newington

Il processo fino ad ora

L’istruttoria è durata quattro mesi, quattro mesi di testimoni della polizia che si contraddicevano l’uno con l’altro, cambiando i loro resoconti, mentendo, interrotto solo per quattro settimane quando il giudice è andato in vacanza.

Una cospirazione di silenzio

La stampa non ha riportato nulla di tutto questo – esattamente come non ha parlato delle bombe fino a quando non le faceva comodo. Di che cosa hanno paura?

Quale cospirazione?

Le sole prove concrete rimangono le pistole e la nitroglicerina “trovate” dalla polizia nell’appartamento dove quattro degli imputati vivevano. Da principio la polizia sostenne che due dei quattro abitanti erano presenti durante la perquisizione; poi ammise che ad un certo punto furono trascinati fuori dall’appartamento, poi riportati dentro. Perché? Gli esperti della scientifica ammisero che non vi erano impronte digitali sulle armi e sull’esplosivo. Come mai?

Le tesi dell’istruttoria cambiavano da un giorno all’altro. Emerge che la polizia avrebbe trovato facilmente le pistole e l’esplosivo non appena entrata nell’appartamento e non dopo 10 minuti di ricerca; di colpo si sono “ricordati” – un anno dopo – di averle trovate nascoste sotto i vestiti.

La cospirazione della polizia

Un agente è stato costretto ad ammettere di aver alterato il suo taccuino di appunti durante il processo. Un altro ha tradito completamente il suo gioco quando ha detto che lui e un suo collega si sono seduti in cucina e “hanno deciso” cosa sarebbe accaduto nella perquisizione.

Nessuna cospirazione

Le restanti prove contro gli otto sono studi, lettere e articoli scritti dagli imputati per differenti giornali underground (“Frendz”, “Strike”) e volantoni. L’istruttoria le chiama prove di cospirazione perché menzionano alcuni obiettivi politici come la proposta di legge sui rapporti industriali, il Fair Rents, il concorso di miss mondo, ecc.

I periti hanno cercato di appioppare agli imputati 25 degli attacchi con bombe che hanno avuto luogo in Inghilterra tra il ‘68 e il ‘71, sostenendo che queste esplosioni erano “collegate” – trascurandone altre simili e nascondendo completamente le differenze tra i 25 casi esaminati. Ma le esplosioni sono state rivendicate da gruppi differenti: First of May Group, Angry Brigade, Wild Bunch and Butch Cassidy e Sundance Kid. L’elenco non comprendeva tre azioni rivendicate dall’Angry Brigade avvenute dopo la perquisizione di Amhurst Road.

Ora tocca alla difesa, la verità può venire fuori: la sola cospirazione che c’è stata è la cospirazione dello Stato.

II perito di esplosivi della polizia dichiara che tra il marzo ‘68 e l’agosto ‘71 ci sono stati, per quanto ne può sapere la polizia, 123 attacchi alla proprietà.

24 novembre. Durante l’arringa il signor Justice James dà direttive alla giuria affinché si ignorino le proteste della difesa che sostengono il carattere politico del processo. Disse: “Non lo è [un processo politico] e vi chiedo di non considerare nemmeno tale illazione. I processi politici sono procedure contro persone per le loro idee politiche. Noi non ne facciamo in questo paese”.

6 dicembre. Finisce il processo. Jim Greenfield, Anna Mendelson, Hilary Creek e John Barker vengono condannati a 10 anni per “cospirazione a fini di causare esplosioni”. Gli altri quattro accusati sono assolti e la sentenza per Jake Prescott viene ridotta a 10 anni.

7 dicembre. Dopo le sentenze contro l’Angry Brigade, Scotland Yard coinvolge altre due persone nella montatura: entrambe all’estero. 300 persone manifestano fuori dalla prigione di Holloway. In tutto dodici persone sono state arrestate e accusate. Per due di loro le accuse sono state ritirate, cinque sono state assolte, cinque condannate ed imprigionate per “cospirazione”. Mentre era in corso il processo, il comandante Bond veniva promosso al grado di Deputy Assistant Commissioner di Scotland Yard, a sua volta il sovraintendente capo Habershon divenne comandante presso l’Ufficio di ricerca e pianificazione interna nel 1973. Nel giugno ‘74 diresse l’inchiesta di polizia in merito all’omicidio di uno studente nella Warwick University, Kevin Gateley, avvenuto il 5 giugno ‘74 in Red Lion Square. L’inchiesta ovviemente stabilì che la polizia non aveva alcuna responsabilità nell’uccisione del giovane. Nell’aprile 1975 il comandante Habershon divenne capo della “Squadra Bombe” rimpiazzando Robert Huntley.

Comunicati

COMUNICATO SENZA NUMERO

Fratelli e sorelle,

presumiamo che la notizia dell’attacco con la mitragliatrice all’ambasciata di Spagna giovedì sera [3] a Londra verrà ignorato dalla stampa borghese. Per tre volte nel mese in corso il sistema ha lasciato cadere la maschera della cosiddetta “libertà d’informazione” cercando di nascondere la propria vulnerabilità.

“Loro” sanno la verità sul furgone della BBC il giorno prima della farsa del concorso di miss mondo [4]; “loro” sanno la verità della distruzione delle proprietà dei giudici della corte d’Assise; “loro” sanno la verità sulle quattro agenzie della Barclays Bank incendiate e seriamente danneggiate; “loro” sanno anche che l’opposizione attiva al loro sistema cresce sempre di più.

L’Angry Brigade non rivendica tutto. In un modo o nell’altro possiamo farci sentire. Abbiamo mitragliato l’ambasciata di Spagna ieri sera per solidarietà con i nostri fratelli e sorelle baschi. Abbiamo fatto attenzione a non ferire i porci che sorvegliavano l’edificio in quanto rappresentanti del capitale britannico nella Spagna fascista. Se la Gran Bretagna coopera con la Francia a questo linciaggio “legale” nascondendo la verità, tireremo meglio la prossima volta.

Solidarietà e rivoluzione. Amore.

The Angry Brigade

COMUNICATO N. 1 [9 dicembre 1970]

Fascismo e oppressione saranno distrutti.

Ambasciate (ambasciata spagnola mitragliata giovedì).

Porci altolocati.

Spettacoli.

Giudici.

Proprietà.

The Angry Brigade

COMUNICATO N. 2

Successo

Min. E. & Prod. [5]

The Angry Brigade

COMUNICATO N. 3 [9 dicembre 1970]

Riassunto del contenuto:

La dichiarazione rivendica l’attentato al Ministero del lavoro e delle attività produttive. Viene descritto come facente parte di “una serie di attacchi pianificata contro la proprietà capitalista e il governo”. Termina: “Risponderemo alla loro forza con la nostra violenza di classe”.

COMUNICATO N. 4 [12 gennaio 1971]

Robert Carr ha avuto il fatto suo questa sera. Ci avviciniamo [6].

The Angry Brigade

COMUNICATO N. 5 [Ricevuto il 27 gennaio 1971 dall’Associazione della stampa]

Non siamo dei mercenari. Attacchiamo la proprietà non la gente, Carr, Rawlinson [7], Waldron [8] sarebbero tutti morti se l’avessimo voluto. I fascisti e gli agenti del governo sono i soli che attaccano la gente – l’incendio doloso ad una festa di giamaicani nel sud di Londra, la bomba in un cinema del West-End [9].

La democrazia britannica, più di qualsiasi altro impero nella storia, è costruita sul sangue, il terrore e lo sfruttamento. Possiede una brutale forza di polizia i cui crimini la stampa non riporta.

Ora il suo governo ha dichiarato un’efferata guerra di classe. La proposta di legge sulle relazioni industriali ha lo scopo di fare una guerra unilaterale. Noi abbiamo cominciato a rispondere e la guerra sarà vinta dalla classe operaia organizzata, con le bombe.

The Angry Brigade

COMUNICATO N. 6 [Pubblicato su “The Times” del 19 febbraio 1971]

Compagni rivoluzionari,

siamo rimasti tranquilli e abbiamo sofferto la violenza del sistema per troppo tempo. Ci attaccano quotidianamente. La violenza non esiste solo nell’esercito, nella polizia e nelle prigioni. Esiste nella cultura scadente e alienante prodotta dalla televisione, dai film, dai periodici illustrati; esiste nella brutta sterilità della vita urbana. Esiste nello sfruttamento quotidiano del nostro lavoro, che dà ai Padroni il potere di controllare le nostre vite e dirigere il sistema secondo i propri scopi.

Quante Rolls Royce, quante Irlande del Nord, quanti progetti di legge antisindacali occorreranno per dimostrare che in una crisi del capitalismo la classe al potere può reagire solo attaccando il popolo politicamente?

Ma il sistema non crollerà o capitolerà da solo. Via via sempre più lavoratori si rendono conto di ciò: e vanno trasformando la propria coscienza sindacale in una militanza politica offensiva. In una settimana, un milione di operai hanno scioperato: Ford, poste, radio, lavoratori del settore olio. Il nostro ruolo è quello di approfondire le contraddizioni politiche a tutti i livelli. Non raggiungeremo questo focalizzando la nostra attenzione su problemi singoli o con lamenti socialisti all’acqua di rose.

Nell’Irlanda del Nord l’esercito britannico e le sue pedine hanno trovato un terreno per le proprie esercitazioni: gas lacrimogeni e pallottole a Belfast oggi, domani a Derby e Dagenham.

Il nostro attacco è violento, la nostra violenza è organizzata.

Il problema non è se la rivoluzione sarà violenta. La lotta organizzata e il terrorismo organizzato vanno a fianco l’una dell’altro. Queste sono le tattiche del movimento rivoluzionario di classe. Dove due o tre rivoluzionari utilizzano la violenza per attaccare il sistema di classe... ecco l’Angry Brigade. Alcuni rivoluzionari in tutta l’Inghilterra utilizzano già il nome per pubblicizzare i loro attacchi contro il sistema.

Nessuna rivoluzione è stata vinta senza violenza. Come le strutture e i programmi di una nuova società rivoluzionaria devono essere incorporati in ogni organismo di base, ad ogni tappa della lotta, così, la violenza organizzata deve sempre accompagnare ogni momento della lotta fino a quando, armata, la classe operaia rivoluzionaria capovolgerà il sistema capitalista.

The Angry Brigade

COMUNICATO N. 7 [18 marzo 1971]

Compagni,

due mesi fa abbiamo fatto saltare la casa di Carr. Violenza rivoluzionaria attraverso le alte mura del liberalismo inglese. A parte un breve comunicato, siamo rimasti zitti... perché? Che cos’è l’Angry Brigade... quali sono i suoi obiettivi politici... molte critiche ci sono rivolte... siamo stati chiamati “Special Branch”, “Front” “pazzi anarchici”, “comunisti”, “banda della bomba”... pensiamo che sia arrivato il tempo per un dialogo onesto... con qualsiasi compagno che voglia rivolgersi a noi... attraverso la stampa underground... attraverso qualsiasi cosa. Guardati attorno, fratello, sorella... guarda gli ostacoli, non respirare, non amare, non scioperare, non combinare guai... Non fare! I politici... Loro controllano. Noi, la gente, soffriamo... Loro hanno cercato di renderci semplici funzioni in un processo di produzione. Loro hanno inquinato il mondo con i rifiuti chimici delle loro industrie. Loro ci hanno riempito di spazzatura attraverso i media. Loro ci hanno fatto diventare assurde caricature sessuali, tutti noi, uomini e donne. Loro ci hanno uccisi, bombardati col napalm, bruciati in saponette, mutilati, violentati.

Tutto ciò continua da secoli.

Lentamente cominciamo a comprendere la grande truffa. Hanno definito le nostre “possibilità”. Dicono: voi potete manifestare... circondati dalla polizia. Potete fare sesso... nella posizione normale e come prodotto di consumo (consumare è buono). Potete radunarvi al TUC [organizzazione sindacale dei minatori]... il vertice del TUC è saggio.

Loro usavano parole come “pubblico” o “interesse nazionale” per confondere. Forse che il Pubblico è una specie di “Corpo Dignitoso” a cui apparteniamo tutti solo quando facciamo sciopero? Perché, in quel momento, veniamo ridotti a spaventosi scrocconi che stanno rovinando l’economia del paese? Forse che l’Interesse Nazionale è qualcosa di differente dal loro interesse?

Ultimamente abbiamo cominciato a intravedere un’altra forma di truffa: esiste un certo tipo di professionista che pretende di rappresentarci... il deputato, il Partito comunista, i capi sindacali, gli assistenti sociali, la vecchia sinistra... Tutta questa gente presuppone di agire per nostro conto. Tutta questa gente ha certe cose in comune... loro ci svendono sempre... Loro hanno tutti paura di noi... Loro predicheranno che bisogna conservare la pace... e noi siamo annoiati... poveri... e molto stanchi di stare in pace.

L’Angry Brigade è diventata una realtà. Sapevamo che ogni momento di noia mal pagata sulla linea di produzione è un crimine violento. Avevamo rigettato le senili gerarchie e ogni struttura, ogni bugiardo, ogni magnaccia della proprietà, i Carr, i Jackson [10], i Rawlinson, i Bob Hope [11], i Waldron...

Credere che la nostra lotta poteva essere limitata ai canali fornitici dai porci, è la più grande truffa, e cominciamo a colpirla.

Il 12 gennaio è stato importante... abbiamo frantumato il black out della stampa... centinaia di anni di Imperialismo... milioni di vittime della colonizzazione... ogni frustrazione repressa, tutto il luccichio dell’energia accumulata stava sballando i nostri cervelli... Carr era del tutto senza importanza... era soltanto un simbolo... avremmo potuto ucciderlo il bastardo... come pure Powell o Davies [12]... o qualsiasi altro porco.

E poi avevamo paura... come qualsiasi neonato, aprendo gli occhi davanti a questo gigantesco chiarore, avevamo paura... ogni bussata, ogni parola diventava una minaccia... ma, nello stesso tempo, comprendevamo che il nostro panico era niente in confronto a quello dei Mirror e degli Habershon, e c’è stato il fulmine: eravamo invincibili... perché eravamo tutto il mondo. Non potevano arrestarci in quanto non esistavamo. Osavamo uscire, parlare con degli amici, vicini, gente dei bar, agli incontri di football... e sapevamo di non essere soli... Eravamo vivi e stavamo crescendo.

Compagni,

fratelli e sorelle che appena conosciamo sono stati arrestati, intimiditi e tormentati, diventati oggetti di montature, i McCarthy [13], i Prescott, i Purdie [14], sono tutti innocenti. I porci hanno bisogno di capri espiatori.

La nostra forza si vede negli attacchi incendiari contro sei sedi del partito conservatore il 13 gennaio, e nell’esplosione che ha fatto saltare il generatore di Altringham, risposte del Movimento Rivoluzionario al nostro appello.

Siamo sicuri che ogni singolo giorno che i compagni restano dietro le sbarre sarà vendicato... Anche se ciò significherà che qualche porco perderà la vita.

Tre settimane fa abbiamo fatto saltare in aria il quartiere generale di Jackson. Sapevamo che lui doveva cedere. Avremmo voluto colpirlo prima che facesse il danno. Ma purtroppo portiamo in noi i resti del liberalismo e dell’irrazionalità... fardelli del nostro passato che abbiamo cercato di abbandonare. Lui è arrivato prima di noi... s’è venduto... che i fratelli e le sorelle lavoratori siano la nostra giuria.

Abbiamo imparato la lezione: questa sera tocca a Ford. Celebriamo il centenario della Comune di Parigi. Celebriamo la nostra rivoluzione che non sarà diretta dall’alto.

La nostra Rivoluzione è azione della base autonoma, che creiamo noi stessi. Siamo più sicuri di noi, ora... non c’è bisogno di attendere che loro ci provochino con un’esca attraente come un Powell, un Progetto di Legge, una mela marcia davanti al naso per farci abboccare. Non ci avvinghiamo disperatamente all’illusione della libertà. La nostra strategia è chiara. Come possiamo distruggere il sistema? Come può la gente prendere il potere? Noi dobbiamo attaccare. Non possiamo delegare il nostro desiderio di iniziare l’offensiva. Il sabotaggio è una realtà... uscire dalle fabbriche non è il solo modo di scioperare... rimanere dentro e occupare. Siamo contro qualsiasi struttura esterna, sia essa chiamata Carr, Jackson, IS [Internazionale socialista-trotzkista], CP o SLL, in quanto sono tutte la stessa cosa.

Crediamo nella classe operaia autonoma. Noi ne facciamo parte e siamo pronti a dare la nostra vita per la nostra liberazione.

Il potere alla gente.

The Angry Brigade

COMUNICATO N. 8 [1 maggio 1971]

Vivere significa comprare. Tutte le commesse dei negozi alla moda sono obbligate a vestirsi in modo identico, avere lo stesso trucco, somigliante a quello degli anni ‘40. Nella moda, come dappertutto, il capitalismo può soltanto andare indietro, non ha dove andare, è morto.

Il futuro è nostro.

La vita è così noiosa che non c’è nient’altro da fare che spendere tutto il nostro salario nell’ultimo vestito o nell’ultima camicia. Fratelli e sorelle, quali sono i vostri veri desideri? Sedervi in un drugstore, con lo sguardo perduto nel nulla, annoiato, bevendo un caffè senza sapore? Oppure, forse, farlo saltare o bruciarlo? La sola cosa che tu puoi fare con le case degli schiavi moderni – chiamate boutique – è distruggerle [15]. Non si può riformare il capitalismo del profitto e dell’inumanità. Gli si possono dare solo delle pedate fino al momento che si rompe.

Rivoluzione.

The Angry Brigade

COMUNICATO N. 9 [22 maggio 1971]

Ci avviciniamo.

Stiamo lentamente distruggendo i lunghi tentacoli della macchina statale oppressiva... [16]

schedari segreti nelle università

sondaggi sul lavoro nelle fabbriche

il censimento a casa

schedari dei disoccupati

computer-TV

l’assegno del sussidio passaporti

permessi di lavoro libretti d’assicurazione.

Una burocrazia e una tecnologia utilizzate contro la gente

per accelerare il lavoro

per rallentare le idee e le azioni

per cancellare la verità.

I computer della polizia non possono dire la verità. Essi registrano solo i nostri “crimini”. Gli assassini commessi dai porci sono fatti di cui non si parla. Stephen McCarthy, Peter Savva [17], David Owale [18]. L’assassinio di questi fratelli non è scritto in nessun documento segreto.

Noi vendicheremo i nostri fratelli.

Se uccideranno un altro fratello o un’altra sorella il sangue dei porci scorrerà nelle strade. 168 esplosioni l’anno scorso. Centinaia di chiamate telefoniche che minacciano il governo, i padroni, i capi.

L’A.B è l’uomo o la donna seduto accanto a voi. Hanno delle pistole in tasca e la collera nella mente.

Via il sistema e la sua proprietà.

Potere alla gente.

The Angry Brigade

COMUNICATO N. 10

John Dillon è dentro; abbiamo vinto. Batty e il suo trasformatore sono fuori; abbiamo vinto di nuovo. [19]

Attaccare.

Bogside – Clydeside

Sostenere l’Angry Brigade, diffondere la parola.

Potere alla gente.

The Angry Brigade

COMUNICATO N. 11 [31 luglio 1971]

Davies è un bastardo, bugiardo [20].

Nasconde il deliberato smantellamento dell’industria pesante, la diminuzione degli investimenti nelle zone notoriamente depresse, dicendo che la chiusura dell’UCS [cantieri navali] è semplicemente il risultato della cattiva gestione. E la fottuta direzione non soffrirà in ogni caso. Le condizioni che hanno posto per la nuova compagnia sono dure solo per gli operai che dovrebbero firmare un contratto che non si può sciogliere, secondo la legge sulle relazioni industriali.

Davies dice “coraggiosamente” che il governo non sosterrà rami secchi. Ma due settimane fa il governo ha stanziato grossi fondi nella Harland and Wolff. Una mossa politica per sostenere il capitalismo a qualsiasi costo di fronte ai sollevamenti della gente.

Vittoria agli operai di Clydeside.

Vorremmo avvertirvi di tutti gli avvoltoi che voleranno a Clydeside per dirvi cosa fare. La stessa gentaglia che ha firmato gli accordi per la produttività che a loro volta hanno iniziato la catena delle cassintegrazioni, ora cerca di trarre profitto dalla vostra lotta. Se ci deve essere un’occupazione deve essere sul serio. Prendere i cantieri dai padroni e tenerli. Il Partito laburista, i sindacati e i loro tirapiedi, il Partito comunista con la sua mania di produttività, gli stessi bastardi che ci vendono sempre ora cercheranno di ingannarvi con gesti quali scioperi, occupazioni di 24 ore, raccolte di firme, ecc., che non porteranno a un cazzo.

Siete i leader di voi stessi.

Avete la vostra tattica.

Autogestite la vostra lotta.

Solidarietà.

Bogside, Clydeside, unisciti all’Angry Brigade.

The Angry Brigade

COMUNICATO NON NUMERATO [15 agosto 1971]

Più di 5.500 rifugiati, 2.000 senza tetto, più di 20 morti in due giorni, 230 prigionieri senza accusa o processo, le sei contee occupate d’Irlanda sono terrorizzate dai banditi in divisa. Questa guerra del terrore è fatta in nome della gente della Gran Bretagna. Si tratta di una sporca menzogna. La Campagna Imperialista Britannica in Irlanda è posta in atto solo per salvaguardare i grossi profitti di qualche porco ricco e dei politici maniaci del potere.

Mettiamo in guardia tutti i fratelli e tutte le sorelle disoccupati. Non cadete nella trappola della campagna reclutamento dell’esercito. Una carriera nell’esercito non è per divertirsi o per apprendere un mestiere, se vi arruolate sarete addestrati a Belfast, Derry e in tutti gli altri ghetti della classe operaia in Irlanda del Nord per assassinare e brutalizzare la gente comune. Questo allenamento sarà utile quando la classe dei padroni invierà l’esercito a Clydeside, Merseyside, Tyneside, Birmingham, London e tutte le altre regioni operaie attraverso la Gran Bretagna. A qualsiasi disoccupato che pensa di arruolarsi facciamo la seguente domanda:

In quale direzione punterai il tuo fucile quando gli ufficiali ti ordineranno di sparare contro la gente della tua stessa città?

Su chi tirerai quando i tuoi parenti, fratelli e sorelle saranno davanti al tuo fucile?

La classe padronale britannica ha riempito le sue tasche con i profitti accumulati in 700 anni di sfruttamento dei lavoratori irlandesi. Ora uccidono per difendere questi profitti.

L’Angry Brigade consiglia alla classe dominante britannica di uscire dall’Irlanda portandosi dietro le proprie marionette (Lynch, Faulkner, ecc.).

The Angry Brigade Moonlighter’s Cell
Punta il tuo fucile

COMUNICATO NON NUMERATO

L’esplosione a casa di Chris Bryant a Birmingham fatta dall’Angry Brigade ha attirato molta attenzione sulle attività del sindacato costruttori della Bryant [21].

Da due settimane operai in un cantiere della Bryant sono in sciopero per rivendicare la retribuzione fissa di una sterlina all’ora e la fine dell’impiego dei crumiri.

L’esplosione ha danneggiato la facciata della casa di Bryant ma come gli altri attacchi dell’Angry Brigade non ha fatto male a nessuno.

Il capitalismo è un circolo vizioso.

Il sudore e il sangue della gente viene utilizzato e sfruttato. Ci fanno produrre della merda... ci danno niente mentre la loro classe intasca enormi profitti... La classe dominante... i Bryants di questo mondo.

Poi, quando ci togliamo le tute, ci puliamo la faccia e prendiamo il bus o il treno per tornare a casa di colpo ci trasformiamo in consumatori. In poche parole quando non stiamo lavorando ci fanno comprare... la stessa merda che abbiamo prodotto. La misera busta paga che ci danno ce la fanno spendere per cibo inutile, automobili fatte per rompersi e per case che appaiono e sono delle prigioni.

Prigioni che abbiamo contribuito a costruire. E le abbiamo pagate (più specificatamente promesso di pagare nei prossimi 20 anni perché non abbiamo mai abbastanza per pagare una casa o una automobile o qualsiasi cosa. Ci devono sfruttare ancora di più facendoci pagare degli interessi). Costruiamo le prigioni e poi ci viviamo dentro. Produttori della merda che poi mangiamo.

Produttori di merda – costruttori di merda.

Ci sono molti dei nostri fratelli e sorelle dentro. Un vecchio rivoluzionario ha chiamato una volta le galere un “rischio del lavoro”. Un rischio che può capitare a chiunque scelga di intraprendere delle azioni. Però perdere un dito, un arto, i polmoni – qualsiasi incidente sul lavoro, anche questo è un rischio del lavoro. Vedi le misure di sicurezza nei cantieri di Bryant – nessuna. Non solo un arto ma la vita. Dunque dov’è la fottuta differenza?

Chris Bryant ha fatto 1.714.857 sterline di profitto l’anno scorso, un aumento del 25% rispetto al 1969. Lo fa attraverso un cocktail di alta società, alta finanza e molta corruzione. Combina i suoi affari per lo sviluppo di Birmingham giocando a golf sui campi di Solihull con i consiglieri comunali. I consiglieri ricambiano i favori chiedendo notevoli affitti sulle case dei ghetti popolari per poter pagare prezzi salati a Bryant per i suoi contratti. Quest’ultimo sta comprando del terreno intorno a Solihull da vendere allo stesso Comune che gli darà l’appalto per svilupparlo, con i nostri soldi. E nessuno dovrebbe farsi ingannare nel credere che il giornale “Birmingham Mail” non sia altro che il foglio di Bryant. Uno come lui che vive in un paese benestante (“Windways”, Jacobean Road, Knowle) non deve preoccuparsi di trovare soldi per il pagamento dell’ultima rata, non ha bisogno di pagare un barattolo di pittura per imbiancare la propria casa, non ha problemi di spifferi. (Ma oggi... Windways abbiamo detto?). Noi colpiremo milione per milione... lo seguiremo da un paese benestante all’altro.

Abbiamo aspettato 25 anni perché nascesse uno sciopero degli edili. Bryant ci ha colpito e ha fatto il prepotente utilizzando i crumiri. Colpendo Bryant colpiamo anche i crumiri. La Valley di Woodgate vuol dire solidarietà di classe e Rivoluzione. I Lavoratori hanno preso posizione. Il sabotaggio nel posto di lavoro è una realtà. I padroni stanno cominciando a sentire la forza (non diluita) della gente. La gente sta reagendo.

La Brigata sta reagendo.

Ora siamo diventati troppi per conoscerci uno con l’altro. Ma riconosciamo tutti quelli accusati di reati contro la proprietà come nostri fratelli e sorelle. I sei di Stoke Newington, i prigionieri politici in Irlanda del Nord sono tutti prigionieri della guerra di classe.

Non siamo in grado di dire se una singola persona sia o non sia un membro della Brigata. Possiamo solo dire la Brigata è ovunque.

Senza un qualsiasi Comitato Centrale e nessuna gerarchia per classificare i nostri membri, possiamo solo riconoscere gli sconosciuti come amici attraverso le loro azioni.

Noi li amiamo, li abbracciamo come sappiamo faranno anche altri. Altri nuclei, sezioni, gruppi.

Che si uniscano dieci uomini e donne risoluti sulla scintilla della violenza invece della lunga agonia della sopravvivenza; da questo momento finisce la disperazione e inizia la tattica.

Potere alla gente.

The Brigade is Angry

La lotta continua...

Oggi [1985] la situazione è molto diversa da quella dei tardi anni ‘60 e dei primi anni ‘70. Nuovi compagni portano avanti la lotta che si è diffusa negli attacchi alle basi NATO e alle centrali nucleari così come a tutte le altre manifestazioni del crescente militarismo in Europa, America e Canada. Oggi non esistono strutture che corrispondono alla vecchia RAF, Action Directe e BR come erano una volta, o ad altre forme di gruppi armati più o meno strutturati. Le sigle e gli emblemi sono ancora usati, ma i compagni che li usano hanno appena qualche diretta relazione con altri militanti che fanno lo stesso.

Ciò che è molto evidente è la volontà di agire contro le nuove e le vecchie forme di repressione e, nel fare ciò, c’è anche la volontà di criticare le vecchie forme organizzative. È alla luce di ciò che esaminiamo qui i seguenti comunicati che sono apparsi in Gran Bretagna nel triennio 1981-1983. Un’altra apertura verso la lotta armata appare all’orizzonte. Essa trova le sue radici nell’illegalità di massa di questo periodo, e va oltre, cercando di creare un nuovo e specifico attacco rivoluzionario armato.

È tempo di prendere una decisione e di agire.

1981

La brigata si sta arrabbiando – di nuovo!

Sono trascorsi circa dieci anni da quando la situazione politica della Gran Bretagna necessitava di un tipo di azione diretta come quella praticata dall’Angry Brigade. La ruota ha compiuto il suo giro e noi siamo costretti ancora una volta a prepararci per difenderci dalle provocazioni di una classe dirigente fortemente antioperaia e dai manipolatori delle multinazionali così come dal comitato diretto dal gruppo Bilderberg e dalla commissione trilaterale.

Da quando il governo della Thatcher è arrivato al potere, abbiamo assistito ad un rapido incremento della forza degli organi repressivi dello Stato e contemporaneamente ad una enfasi ossessiva e paranoica nel perfezionare la sua organizzazione per combattere la sovversione e per affermare ordine e legge, eufemismi politici per il controllo e l’eliminazione di tutti i dissidenti reali, potenziali e immaginari. L’aumento delle spese a favore della polizia, delle prigioni e dell’esercito, la costante sorveglianza dei sindacalisti, l’intimidazione nei confronti di giornalisti curiosi, ecologisti, ambientalisti e attivisti di comunità; il vasto impiego dei corpi speciali dell’esercito (SAS) nell’Irlanda del Nord, che ha portato all’assassinio di socialisti come Miriam Daly e probabilmente di Noel Little e Ronnie Bunting; l’aperto terrorizzare e intimidire chiunque fosse anche lontanamente legato alla lotta nel Nord dell’Irlanda; l’enfasi sul controllo della popolazione durante i corsi di addestramento della polizia e il crescente numero di polizia armata che perlustra le strade della Gran Bretagna, nuove leggi repressive, ecc.; tutte queste cose indicano che il consenso nella politica britannica sta diventando rapidamente una cosa del passato.

La crescita della sicurezza dello Stato è resa necessaria dai piani economici e politici del governo della Thatcher e dei suoi sostenitori. Loro sanno molto bene che la situazione economica non si può migliorare senza un’inversione della loro politica. Questa, a sua volta, porterà ad una agitazione sociale su larga scala. Per loro non esistono rimedi economici validi all’interno dell’ideologia monetaria dalla quale sono ossessionati. La disoccupazione aumenterà vertiginosamente, l’inflazione peggiorerà, le industrie e le aziende dichiareranno bancarotta o chiuderanno sempre di più, l’apatia e la tensione prevarranno nelle relazioni sociali, i sindacalisti saranno incapaci di contenere gli operai, la gente diventerà sempre più arrabbiata e più frustrata, e forme di controllo più forti e più disperate saranno imposte man mano che il sistema inizierà a vacillare perdendo senza speranza il controllo, e infine crollerà.

Perché adesso e non prima? I tardi anni ‘60 e i ‘70 videro un simile periodo di forte isterismo antioperaio e la legislazione che portò all’infame tentativo, senza successo, di controllare il lavoro organizzato per mezzo della proposta di legge sui rapporti industriali. Questo portò alla caduta del governo Heath. Avendo fallito nel dividere il movimento dei lavoratori, per mezzo dei tribunali, i Tories si sono accostati ad un approccio meno diretto. Una deliberata politica di disoccupazione di massa! Nessun dubbio che la cricca della Thatcher sarà rafforzata dall’elezione di Reagan, e perciò inizia ad intensificare la sua politica con ogni mezzo.

Non siamo un’avanguardia, né pensiamo di condurre o di rappresentare nessun altro che noi stessi nella nostra resistenza all’arroganza del governo attuale e alla miseria, frustrazione e disperazione create dalla sua politica egoista e inumana. È semplicemente che noi come individui stiamo raggiungendo i limiti della nostra tolleranza. Noi ci vediamo come espressione della rabbia, della resistenza e della speranza create dall’incombente fallimento di questa società che rapidamente si polarizza.

Nei dieci anni trascorsi abbiamo agito principalmente in Francia, Italia, Spagna, Germania e Nord America, ed abbiamo acquisito nuove abilità e competenza personale, e accesso a delle fonti di informazione. Le più recenti azioni di Action Directe indicano la strategia e le tattiche che vorremmo impiegare. Come prima, non ci sarà “terrore senza senso”, né morti, né dirottamenti, né presa in ostaggio di innocenti spettatori. Non abbiamo niente in comune con le tattiche o i piani della RAF, delle BR o dell’OLP o di qualsiasi altro gruppo autoritario impegnato nella lotta per il potere o per il controllo dello Stato a scapito dell’uomo e della donna comune. La rivoluzione sociale non sarà costruita sui cadaveri dei vecchi dominatori o dei loro funzionari, può essere soltanto costruita dalla gente che prende il controllo della propria vita, affermando la propria indipendenza, il proprio rifiuto dello Stato, della logica del potere, del modello di vita autoritario e dei valori competitivi del consumismo che pesano su di noi dalla nascita fino alla morte.

Nel combattere questi mali abbiamo anche aspirazioni positive: noi desideriamo una società autogestita come unica possibile base sulla quale costruire un mondo più giusto, più paritario e libertario per noi stessi e per i nostri figli. L’aumentato potere dello Stato, le politiche di confronto aggressive del governo della Thatcher, il collasso di una libera contrattazione (sindacale) e consenso nella vita di tutti i giorni, il sempre crescente estraniamento della gente dal processo decisionale, ecc., indicano soltanto una linea d’azione. Noi dobbiamo respingere e resistere a questa inesorabile erosione della nostra umanità e delle nostre speranze, e ciò con tutti i mezzi disponibili.

Noi sappiamo quello che faremo, e tu?

Angry Brigade II

1983

Diventando più arrabbiati [Comunicato inviato al partito conservatore]

Abbiamo piazzato piccole bombe nel vostro quartiere generale del Nord a Manchester e a Leeds, per ricordarvi che in questo paese esiste una resistenza attiva. Ne abbiamo avuto abbastanza di voi che rovinate le nostre vite. Commettete le peggiori forme di violenza nella nostra società e non ve ne curate. Siamo cacciati dal lavoro, maltrattati dalla struttura dell’assistenza sociale e dalla polizia, deportati, sfruttati e ancora non vi basta. Ogni giorno siamo soggetti ad una sempre crescente repressione. I poteri della polizia sono aumentati, sono state introdotte leggi più razziste, venti anni di conquiste delle donne sono stati vanificati in tre anni, il movimento organizzato dei lavoratori è attaccato, e adesso assistiamo ad una politica di esecuzioni sommarie. Voi pensate di poterci distruggere, schiacciare, ma vi sbagliate: non rimarremo in silenzio di fronte a questo assalto furioso, stiamo rispondendo con la lotta. Le nostre azioni sono state indirizzate finora verso la proprietà e non verso le persone responsabili, ma la nostra pazienza ha un limite.

Ci stiamo avvicinando.

Angry Brigades
Movimento di Resistenza

1983

Angry Brigades movimento di resistenza [Pubblicato da “Black Flag”, vol. VII, n. 2, febbraio 1983]

Il sovraffollamento nelle prigioni, la repressione generale e l’assassinio di Berry Prosser commesso quest’anno dalle guardie carcerarie di Winson Green sono alcune delle ragioni date da un gruppo che si chiama “Movimento di Resistenza Angry Brigade”, per l’esplosione alla scuola delle guardie carcerarie di Wakefield.

In merito alla ricostituzione dell’Angry Brigade si afferma che “non è possibile che l’Angry Brigade si sia ricostituita. Non era un’organizzazione, né era un singolo gruppo, ma un’espressione della rabbia e dello scontento che molta gente, in tutto il paese, ha contro lo Stato e le sue istituzioni. In questo senso l’Angry Brigade è sempre presente (l’uomo e la donna che sono seduti accanto a te). Essa non appare e scompare, ma è la naturale manifestazione della rivolta diretta al cuore di tutto ciò che causa sofferenze: lo Stato”.

1984

Parole di rabbia

Abbiamo deciso di piazzare esplosivi al pilone nord dell’elettricità di Maltby in modo da danneggiarlo e distruggere l’enorme rete elettrica che unisce le Midlands al Nord-Est, per dimostrare quanto il sistema sia vulnerabile. Si possono vedere in Inghilterra le stesse tecniche di repressione che lo Stato impiega in Irlanda. Ma abbiamo anche imparato la lezione della lotta irlandese. Dato che ci dirigiamo verso l’aperta lotta di classe, non ci troverete impreparati!

Vittoria alle squadre d’attacco. Gente del Teeside, gente dell’Humberside, unitevi alla gente arrabbiata.

Angry Brigades
Movimento di Resistenza

Note

[1] Cfr. M. Sostre, lettera dalla prigione di Wallkill, La lotta armata negli Stati Uniti, in “Anarchismo” n. 4-5, 1975. Vedi anche “Open Road”, La lotta dell’Esercito di Liberazione Simbionista, in “Anarchismo” n. 10-11, 1976 e “Open Road”, Intervista a Martin Sostre, in “Anarchismo” n. 13, 1977.

[2] Cfr. J. Zerzan, La rivolta contro il lavoro negli Stati Uniti, in “Anarchismo” n. 8, 1976.

[3] Giovedì è il 2 dicembre 1970.

[4] Il 20 novembre 1970 una bomba fu collocata in una camionetta della BBC. Si trattava di un mezzo destinato ad essere utilizzato per aiutare la BBC a glorificare la super-donna del concorso di miss mondo.

[5] Questo comunicato fu preceduto da due telefonate alla stampa nazionale. Il Ministero del lavoro e delle attività produttive fu colpito dall’esplosione di una bomba la notte dell’8 dicembre 1970, nel sotterraneo a St. James Square. Questo Ministero, con in testa Robert Carr, era una delle organizzazioni governative responsabili delle pericolose condizioni di lavoro, della disoccupazione, degli accordi sulla produttività e del progetto di legge sulle relazioni industriali, diretto ad annullare i tentativi spontanei di lotta dei lavoratori, avanzato in un primo tempo dai laburisti alla fine del ‘69, e fatto proprio dal successivo governo conservatore agli inizi del ‘70, con la semplice modifica del nome.

[6] La famiglia Carr si trovava in casa per una tipica serata passata in famiglia, quando fu scossa dalla prima esplosione. Carr, dopo avere strisciato fino al telefono, che era stato tagliato, condusse sua moglie e la figlia presso un vicino. Poi, dimostrando la sua abituale preoccupazione per la sorte dei lavoratori, fece rientrare in casa, da sola, la governante. Fu il momento della seconda esplosione che non ferì la governante ma gettò a terra tre poliziotti.

[7] Sir Peter Rawlinson. In seguito procuratore generale, al tempo era commissario della polizia metropolitana. Sbirro da 43 anni a Londra, Ceylon, Lancashire e Berkshire. Una bomba esplose nel suo domicilio il 30 ottobre 1970.

[8] Sir John Waldron. Capo gabinetto del primo ministro, maggiore nell’esercito, insignito del Queen’s Council. Una bomba esplose nel suo domicilio l’8 settembre 1970. In questo periodo si verificano parecchie intimidazioni terroristiche dietro le quali non è difficile vedere l’intervento delle forze reazionarie. La sera stessa scoppiò un incendio, indicato poi come attentato di Sutherland Road, che causò il ferimento di cinque uomini di colore ricoverati in ospedale con ustioni gravi. Le bombe furono gettate mentre la gente usciva da una festa: due bianchi furono accusati soltanto d’incendio volontario.

[9] Una misteriosa bomba, nascosta in un’auto parcheggiata nei pressi di un cinema del West End, esplose uccidendo due persone.

[10] Tom Jackson, in qualità di capo del Sindacato dei lavoratori delle poste, diresse lo sciopero postale, in seguito revocò la protesta con un patto che svendeva gli operai.

[11] Bob Hope, che faceva spesso rappresentazioni per le truppe americane nel Vietnam, ha svolto anche il ruolo di presentatore al concorso per miss mondo.

[12] John Davies, ministro della tecnologia e direttore generale della Confederazione industriale inglese, cosiddetta opposizione del TUC. Le sue relazioni precedenti con l’Anglo-Iranian Oil, con la BP, con la Shell e con il Consiglio nazionale dello sviluppo delle esposizioni, hanno contribuito a rafforzare l’Impero Britannico.

[13] Stephen McCarthy è morto nel gennaio 1971 a seguito del trattamento ricevuto da parte di due porci nel corso del brutale arresto avvenuto ad Islington (Londra). La mancanza di cure nella prigione di Wormwood Scrubs e Dover Borstal ha fatto il resto.

[14] Jake Prescott e Ian Purdie sono stati falsamente accusati dal Capo Sovrintendente Habershon d’avere partecipato alle prime azioni dell’Angry Brigade. Jake, arrestato l’11 febbraio 1971, e Ian, arrestato il 7 marzo 1971, erano in isolamento imputati delle azioni dell’Angry Brigade contro Ford, Biba e contro il calcolatore della polizia.

[15] Quel giorno una bomba esplose nel negozio di mode “Biba” a Kensington, High Street, Chelsea, Londra.

[16] Questo comunicato fu spedito dopo l’esplosione del calcolatore della polizia a Tintagel House (Londra) e altre esplosioni simultanee in tre uffici britannici a Parigi.

[17] Peter Savva, ucciso nel commissariato di Holloway Road, nel maggio 1971. I porci dichiararono che Peter era caduto perché ubriaco. Il giudice chiuse l’inchiesta come “morte accidentale”.

[18] David Cavale, nigeriano, trovato morto in un fiume vicino Leeds alla fine del 1969. Due porci di Leeds furono accusati d’avere “illegalmente ucciso un immigrato nigeriano vagabondo”.

[19] Cfr. supra, 22 giugno 1971.

[20] Cfr. supra, 31 luglio 1971.

[21] Cfr. supra, 20 ottobre 1971.