Alfredo M. Bonanno
Gli Ebrei e il male assoluto

Opuscoli provvisori – 92
2015, pagine 72
euro 4,00

Gli uomini sono tutti uguali, e se qualcuno è indicato come più uguale di altri, per legge, si tratta di una beffa atroce, di un indennizzo fasullo, di una prevaricazione basata sulla forza politica attuale e sulla falsa coscienza di antichi torti inflitti. Ciò vale per tutti, in ogni tempo e in ogni luogo. Chi ha stabilito, per legge, che sottrarre qualche centinaio di migliaia di morti, all’elenco, sterminato, delle vittime della shoah, è un reato, è un razzista.
Non è vero che razzisti sono solo i sostenitori imbecilli di una improbabile fanfaluca come la “razza ariana”, sono parimenti razzisti tutti coloro che si considerano superiori ad altri per la loro origine diversa. Se non ci sono “razze” umane ci sono diverse caratteristiche umane che, considerate superficialmente, come ad esempio il colore della pelle, indicano una differenza. Ho conosciuto neri razzisti, zingari razzisti, Ebrei razzisti e, nei loro ragionamenti, affioravano imbecillità non dissimili da quelle di un qualsiasi Alfred Rosenberg o Houston Stewart Chamberlain.

Ernest Cœurderoy
Vita e morte di un bracconiere

Opuscoli provvisori – 91
2015, pagine 76
euro 4,00

Se mi impedisci di vivere, e di vivere come io decido di vivere, io ti impedisco di vivere, ti tolgo la vita. Non è un bel ragionamento, non va preso come modello, ma regge. Come ragionamento regge, e io sono pronto a sottoscriverlo. Certo, se soppeso le conseguenze del mio gesto mettendo sull’altro lato della bilancia soltanto la giustizia violata, la vera giustizia, non la pagliacciata dei tribunali, potrei restare un poco col braccio incerto, alzato a metà e trattenere il dito sul grilletto. Fermarmi e riflettere, accettare la supponenza onnicomprensiva della legge che mi impedisce ciò che per me è un diritto e per lei un reato, e tornarmene, coda fra le gambe, accettando la carità di un lavoro fissato dalle regole della convivenza civile.
E la dignità offesa? La mia dignità? Che cosa ne ho fatto?

Raoul Vaneigem
Terrorismo o rivoluzione

Opuscoli provvisori – 90
2015, pagine 62
euro 4,00

Molto di quello che qui viene recitato con grazia e (non poca) presunzione da Vaneigem è praticamente andato in fumo. Perché allora non assecondare il corso delle vicende umane e mandare anche questo breve testo verso il suo destino? Per due buoni motivi.
Primo, perché rappresenta una testimonianza d’epoca, un attestato delle illusioni di un tempo, le quali, una volta scomparse, si sono portate con sé anche le disponibilità coraggiose, gli impegni (engagements) al di là di ogni limite, l’odore del sangue e perfino le lacrime di pietà. Non so se l’asciuttezza paranoica, quindi bipolare, di ciò che è rimasto sia qualcosa da stringere nelle mani, un tesoro di cui far conto.
Secondo, perché alcune chiarezze, in questo testo presenti, sia pure confinanti con banalità stantie spesso considerate con eccessiva benevolenza, sono perle di consapevolezza oggi introvabili. Se ne potrebbe fare una piccola elencazione che evitiamo a beneficio del lettore.
Suggeriamo la lettura di questo testo cercando di evitare le contaminazioni storiche. Mettiamo, come se fosse possibile decifrarlo senza tenere conto dell’Internazionale situazionista e dei debiti contratti con Debord. Nel caso in cui, nel corso della lettura, ci si accorgesse dell’impossibilità di mantenere fede a questo impegno preventivo, suggeriamo di buttare via il libro.

Michèle Duval
I seguaci dell’amianto

Opuscoli provvisori – 89
2015, 2a ediz., pagine 80
euro 4,00

Il massacro è adesso visibile a livello mondiale. Sono perfino arrivate le condanne giudiziarie, per quel che valgono. I morti di cancro si contano a migliaia e i malati in procinto di morire sono altrettanti.
Non è tanto l’ottusità e la limitatezza degli scienziati che colpiscono – queste si conoscevano da sempre – quanto il cinismo dello sfruttamento senza limiti e senza pudore.
Si pensava scomparso per sempre il massacro dei bambini e delle donne nelle fabbriche dell’Ottocento, e invece continua. Non sono soltanto gli operai buttati al macello ma anche le loro famiglie, comunità intere corrono il rischio di morire per il guadagno tradizionale del 3%, senza pietà, fino all’ultimo uomo. In una società che innalza il pavese della democrazia e del perbenismo, persistono sacche di pirateria all’interno del meccanismo di sfruttamento. La responsabilità di questi estremismi non è soltanto della smania di guadagno di qualche esoso capitalista, ma è dell’intero sistema che rende possibile l’ipocrisia e l’imbroglio di qui il testo che presentiamo è un considerevole esempio. Basta pensare che è stato pubblicato per la prima volta nel 1977.

Alfredo M. Bonanno
Il messaggio nella bottiglia

Opuscoli provvisori – 88
2015, pagine 160
euro 4,00

Solo il silenzio
Perché non più parole? Perché a un certo punto la lotta per il possesso delle parole risulta insoddisfacente, i rituali che l’accompagnano scadono di fascino, non hanno più spinta, non mi fanno innamorare, mentre l’ignoto diventa noto scopro che la trama è sempre la stessa. E scopro anche una mancanza, l’impossibilità della connessione perfetta, della completezza. Posseggo conoscenze e tecniche, ma ho un me stesso dimidiato dalle stesse procedure di specificazione. Ho nostalgia di qualcosa che non c’è nella conoscenza e che non ha caratteristiche lessicali. Questa inquietudine fa venire avanti la paura del tremendo, di ciò che non posso afferrare e che mi sfugge malgrado la mia caccia sia sempre più serrata, qualcosa che mi indica come non è nella quantità quello che cerco e quindi vengo gettato in uno spaesamento che corre il rischio di elevarsi a delirio. Mi interrogo su questa potenza dell’assenza e non ho risposte. Silenzio. La quantità non rivela che le sue origini interne, le sue interne relazioni con il molteplice, ma della qualità non ho notizia. C’è stato un orientamento percettivo, ma dove è andata a finire?
Solo il silenzio.

Michail Bakunin
Il principio dello Stato

Opuscoli provvisori – 87
2015, pagine 64
euro 4,00

Sulla tradizione di Proudhon, per altro non ben conosciuto, Bakunin persegue l’analisi di collegare l’origine e lo sviluppo dello Stato sull’idea di Dio. In questo frammento manoscritto la tesi è sviluppata in modo stringato e convincete, più del famoso Dio e lo Stato. In ogni caso, i due testi si integrando reciprocamente.
La conclusione è presto detta: non è possibile una lotta contro lo Stato senza l’assistenza attiva di una lotta contro la religione e, per converso, una lotta platonicamente diretta a “dimostrare” la non esistenza di Dio diventa inconsistente senza una parallela sovversione sociale avente, quest’ultima, lo scopo immediato di distruggere il nemico.
Che i sedentari mangiapreti continuino in pace la loro digestione.

Charles Fourier
Critica del catechismo laico

Opuscoli provvisori – 86
2015, pagine 54
euro 4,00

La Rivoluzione francese, “grande”, per dirla con Kropotkin, è stata una svolta decisiva nella storia dell’uomo ma, nello stesso tempo, è stata l’occasione per sigillare il dominio in modo nuovo, aprendo tutti gli sviluppi moderni della sua realizzazione.
Ci siamo entusiasmati leggendo i grandi avvenimenti di quell’epopea, ma le critiche sono sempre arrivate con ritardo.
Charles Fourier è, in queste pagine, come in tante altre della sua vastissima opera, un critico pungente e radicale, anche per noi, a distanza di tanto tempo. Non sono forse in circolazione anche oggi alcune delle idiozie affermate con tanta prosopopea nel lavoro di Saint-Lambert? A quando la definitiva distruzione del mostro statale?

Alfredo M. Bonanno
L’Inquisizione spagnola e gli Ebrei

Opuscoli provvisori – 85
2015, pagine 78
euro 4,00

In tempi perbenisti, tipici del gesuitismo francescano (non si tratta di un bisticcio di parole), è bene rileggere alcuni accadimenti del passato, più o meno antico. Che la vergogna e l’obbrobrio non si cancelli tanto facilmente, con un colpo di spugna e qualche parola caritatevole. L’attuale papa Francesco è un continuatore dei massacratori del passato, non dimentichiamolo. Nessuna illusione.

Ernest Cœurderoy
La corrida

Opuscoli provvisori – 84
2015, pagine 80
euro 4,00

Queste bellissime pagine di Coeurderoy non sono un contributo “animalista”, sarebbe riduttivo leggerle in quest’ottica. Sono un commovente e grandioso appello contro l’indegnità dell’uomo, contro le sue atrocità, contro le sue miserie, contro il piacere abietto che prova nell’infliggere dolori e sofferenze.
Togliere dal luogo dove stavano, I giorni dell’esilio, è stata forse una forzatura editoriale, ma non ce ne rammarichiamo.

Johann Most
La peste religiosa

Opuscoli provvisori – 83
2015, 2a ediz., pagine 80
euro 4,00

Dominio e religione sono legati insieme, quando cadranno faranno un tonfo comune, non è possibile ipotizzare una lotta contro la religione senza una contemporanea, e particolarmente efficace, lotta contro il potere così come storicamente si è coagulato nello Stato.
Se in Spagna, l’insurrezione del 1936 bruciava le chiese non era soltanto perché molti preti combattevano a fianco dei franchisti o svolgevano il compito di delatori, ma anche perché la coscienza rivoluzionaria anarchica non poteva – né doveva – distinguere tra Chiesa e potere. Il sentimento religioso, individuale e personale, la fede o la credenza, la paura e tutti i sentimenti che le fanno da corredo, sono altro, e questi vanno rispettati, ma l’istituzione Chiesa e l’esercito spietato che la personifica e la fa agire, sono un’altra cosa.